PdL, Acque agitate: scoppia il caso della lettera degli ‘scontenti’ al premier

Acque ancora agitate nella maggioranza di governo, nonostante il sì dell’Europa al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si apprende, alcuni parlamentari del Popolo della Libertà starebbero lavorando alla stesura di una lettera indirizzata al Cavaliere; un appello con cui si chiede al premier di pensare seriamente a fare un passo indietro, per il bene dell’Italia e del centrodestra. Gli "scontenti" del PdL chiedono anche che venga allargata "la maggioranza parlamentare alle forze che tradizionalmente hanno fatto parte della nostra coalizione e dare una svolta all’azione di Governo". 

La lettera sarebbe un colpo al cerchio ed uno alla botte; mentre da una parte i malpancisti rinnovano la fedeltà al premier, dall’altra lo invitano a farsi da parte, altrimenti non saranno più in grado di garantire il proprio sostegno all’esecutivo.

"La coalizione di maggioranza – si legge ancora nella lettera – "non ha alcuna realistica possibilita’ di vittoria nei prossimi appuntamenti elettorali". E’ anche per questo, sottolineano gli scontenti, che c’è bisogno di un cambio di passo, adesso.

Mentre questa lettera gira fra i corridoi di certi palazzi romani, i leader dei frondisti si affrettano a tirarsi fuori: noi non c’entriamo nulla, dicono Pisanu e Scajola. "Non ho ideato, ne’ dettato, ne’ tanto meno sottoscritto la lettere di cui si parla", afferma Beppe Pisanu; anche il senatore Franco Orsi, molto vicino a Claudio Scajola, smentisce ogni coinvolgimento: "Di questa iniziativa non so nulla e nessuno mi ha informato. Non ho partecipato alla cena". C’è da dire che, anzi, il gruppo dei così detti scajoliani ha valutato "positivamente le indicazioni contenute nella lettera del governo all’Unione europea", e ritiene "che debba essere il premier Berlusconi ad attuarle".

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