Pd-Udc, nel 2013 patto con Monti e governo di centrosinistra

Con due interviste sincroniche (con passaggi in carta carbone che innervosiscono l’IDV ma anche il Pdl) il leader Udc Pier Ferdinando Casini e l’ex segretario Pd Massimo D’Alema rilanciano il patto riformisti-moderati, per arrivare nel 2013 ad un governo con chi sostiene Monti. Un percorso che chiama il Pdl ad una scelta ‘filomontiana’ non di facciata, e che sospinge ai margini l’Idv (e di fatto anche Sel, giacche’ Vendola ha legato a Di Pietro i propri destini).

Il successo a Bruxelles rafforza Monti e Casini insiste piu’ che mai sulla prospettiva di ‘un armistizio politico’ anche nel 2013, nel rinnovato sostegno a Monti, premier ideale anche per il futuro benche’ ‘chi prende piu’ voti governa e nei sondaggi il Pd e’ il piu’ grande partito italiano’, quindi ha le sue chanches anche Bersani. Ma il punto, per Casini, non e’ la futura premiership. ‘Nel momento in cui si realizzera’ una convergenza, che io mi auguro ancora piu’ vasta, decidere la guida del governo non sara’ un problema’, assicura.

Un problema e’ invece ‘stanare’ adesso il Pdl. ‘Senza chiarezza, la corda alla fine si spezza. Se il Pdl, o una sua parte, ha atteggiamenti costruttivi e’ evidente che sara’ parte del gioco, ed io mi auguro che scelga la responsabilita”, tiene aperta la porta Casini, sottolineando la ‘gran confusione’ che regna invece nel partito di Berlusconi-Alfano quando si tratta di votare provvedimenti del governo.

Parole molto simili a quelle che usa anche Massimo D’Alema. ‘Il gruppo del Pdl per un terzo vota si’,un altro terzo vota no e il resto si astiene’, fa di conto l’ex segretario del Pd, per il quale ‘l’unica prospettiva possibile viene da quel centrosinistra europeo di cui il Consiglio di Bruxelles e’ stato l’atto costitutivo’. Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, si inalbera per le ‘interviste parallele’. ‘Forse Casini e D’Alema dovrebbero sperimentare nei concreti lavori parlamentari, magari senza preavviso, cosa succederebbe se tutti i voti del Pdl diventassero di un bel rosso scarlatto’, li redarguisce.

Altra questione e’ quella dei rapporti con Idv e Sel. Per Casini e’ Di Pietro che ‘si e’ messo al margine con attacchi dissennati e ripetuti al Presidente della Repubblica e anche al Pd’. ‘Capisco il disagio di Vendola e Di Pietro, ma non riguarda Casini – prende le distanze il leader Udc -. Riguarda piuttosto le scelte politiche del Pd in Parlamento, scelte che loro non condividono’. Un tema toccato ieri nella Assemblea Nazionale di Fli da Fini, che con Casini torna a ragionare di nuovo di un Polo riformatore, europeo e montiano, ‘rassemblement’ da tenere a battesimo se possibile in autunno.

Anche D’Alema concorda nel dire che ‘Vendola ha torto quando regala le chiavi del suo partito a Di Pietro. Gli chiedo con amicizia: quali valori di sinistra vede in lui?’. Ma l’Idv non ci sta.’Da Casini e D’Alema veti del tutto inconsistenti nei nostri confronti – dice il capogruppo dei deputati Massimo Donadi -. Le inclusioni o le esclusioni non possono nascere da altro che non sia la condivisione o meno di un progetto e di un sistema di valori di riferimento’. E intanto Beppe Grillo ironizza: ‘Dalla foto di Vasto alla foto di gruppo. Una grande coalizione moderata centrista progressista radicale giustizialista per salvare l’Italia. Un partito unico e plurale con dentro tutti per battere il Movimento 5 Stelle’.

NESSUN COMMENTO

Comments