Pd, Renzi: con Bersani non c’è feeling, basta lamentarsi su tutto

"Dobbiamo ritornare a un partito in cui essere iscritti, avere la tessera del Pd in tasca, significhi contare nelle scelte. Serve una strada nuova rispetto al vecchio modello di partito ormai superato, ma anche rispetto al partito all’americana che era il mio sogno iniziale". Così Matteo Renzi intervistato da L’Espresso, nel numero che sarà in edicola venerdì.

Primarie e caso De Luca: "Se fai le primarie devi accettare il risultato. Io ho lasciato libero il partito di fare come voleva. Non esiste un renzismo applicato ai territori, ognuno fa quello che gli pare, anche troppo, dicono i miei. L’unica responsabilità che rivendico e’ quella delle cinque donne a guidare le liste alle europee e di aver rovinato la vita a qualche sindaco".

Ancora sulle primarie: "Bisogna vedere se sarò io il candidato del Pd, faremo le primarie. Io correrò contro chi vuole presentarsi", le primarie per me sono "un punto fermo. Il candidato premier va scelto con le primarie. Serve una fortissima investitura popolare. E il candidato premier è anche il segretario del partito: i due incarichi coincidono. Se perde, fa il capo dell’opposizione".

Poi l’attacco a Pierluigi Bersani: "La sua battaglia su dettagli della legge elettorale e’ incomprensibile. So che nel Pd c’e’ una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non faccio le riunioni? Vuol dire che decido da solo. Mi sembra il modello ‘Cara ti amo’ di Elio e le Storie Tese: se resto in casa mi opprimi, se esco dici che questa casa non e’ un albergo…". Comunque dal premier massimo “rispetto” per Bersani, ma "ma non abbiamo mai trovato un canone di feeeling personale”.

E sulla riforma elettorale il premier osserva: "Il premio alla lista vuol dire vocazione maggioritaria. Le preferenze? Ci sono, per di piu’ di genere. Se mi avessero detto all’inizio che facevamo una legge elettorale cosi’ non ci avrei creduto neppure io! Percio’ questo continuo rilancio non lo capisco piu’. Me lo spiego solo con la necessita’ di tenere il punto. Ma lo facciano sulla poverta’, sul lavoro, sul modello educativo del Paese, sulla Rai, non per togliere i candidati di collegio e tornare alle liste bloccate!".

Intanto a destra c’e’ il cartello inedito di Salvini e Berlusconi… "Mi ha impressionato la piazza di Salvini. E’ una destra inedita: Le Pen, CasaPound e i leghisti delle valli bergamasche tutti insieme. Non la temo, ma non la sottovaluto. E il Pd deve rifettere: fuori da noi non c’è sinistra dem, c’è questa roba qua. Io sono stato leale con il Patto del Nazareno, Berlusconi no. Penso perche’ costretto da Brunetta. E da qualche stratega illuminato di Palazzo Grazioli".

Parlando di Laura Boldrini, presidente della Camera: “Non mi spiego certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale, con valutazioni di merito se fare o no un decreto, che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento".

In conclusione, economia: “Per il 2015 l’Ue ci assegna un piu’ 0,6, Banca d’Italia piu’ uno, Confindustria lancia cifre molto piu’ positive. Noi abbiamo previsto un piu’ 0,5. Tutto quello che viene in aggiunta e’ un tesoretto che utilizzeremo. I segnali positivi non bastano, ma se cancelliamo la paura possiamo farcela. Ci sono pezzi d’Italia che sono gia’ ripartiti e che vanno piu’ forte della Germania".

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