Pd, Nella transizione per l’alternativa. Anche all’estero – di Eugenio Marino

Con la formazione del Governo Monti il Partito Democratico si è assunto la responsabilità di sostenere un Governo di impegno nazionale che dovrà salvare l’Italia dal fallimento nel quale la stava precipitando il Governo Berlusconi e traghettarla alle prossime elezioni politiche. Si è trattato di una scelta sofferta, ma quasi obbligata. Di una scelta che il PD ha voluto per stare nella transizione nella quale ci troviamo e per preparare l’alternativa vera, di centrosinistra, al berlusconismo e alla Destra. In questa fase, dunque, è chiaro che le proposte del PD non coincidono sempre con le proposte della maggioranza che sostiene il Governo, visto che non si tratta di una maggioranza politica ed elettorale. Dunque ci troviamo in una fase nella quale siamo costretti, per il bene dell’Italia – che per il PD è il bene primario – a subire anche scelte che non condividiamo e a dover a volte sostenere misure che potrebbero migliorare. Ma in una fase nella quale prepariamo la nostra proposta politica con la quale ci presenteremo al Paese alle prossime elezioni.

 In questo contesto, si tratta di fare quelle prime e immediate scelte urgenti che rappresentano le priorità nazionali: sistemazione dei conti pubblici e recupero della credibilità internazionale. Anche per ciò che riguarda le politiche verso gli italiani nel mondo, come Circoscrizione estero del Partito Democratico, abbiamo una serie di proposte che, in caso di Governo politico ed elettorale e di maggioranza omogenea, non avremmo problemi a concretizzare. In questa situazione, invece, difficile anche per noi e per ciò che ci riguarda, siamo costretti all’urgenza dei tempi e a poche questioni soltanto. È per questo che ci siamo dati anche noi poche e significative priorità che intendiamo perseguire in Parlamento anche in questa difficile fase di emergenza nazionale e collaborando, per quanto possibile, con tutte le forze che sostengono il Governo e con i parlamentari eletti all’estero anche del PDL, del MAIE e di FLI. Priorità che rappresentano impegni concreti, quelli che si aspettano i nostri concittadini ed elettori, che li riguardano da vicino e che sono i reali problemi delle nostre comunità. Queste priorità, concordate anche con i gruppi parlamentari del Pd di Camera e senato, sono: messa in sicurezza del voto all’estero, per evitare o ridurre al minimo quei problemi di possibili irregolarità o brogli che si sono verificate durante il voto del 2008; recupero di risorse da destinare all’assistenza sanitaria agli indigenti: pochi milioni di euro per un numero contenuto di connazionali che in una situazione di forte crisi internazionale non possono essere lasciati soli, dunque un impegno etico, civile e morale per un Partito come il nostro e un Paese come l’Italia; recupero di risorse da destinare alla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo: non si tratta di “spese”, bensì di investimenti, visto che il nostro Paese ha proprio nella sua cultura millenaria il principale strumento di proiezione internazionale e di volano per l’economia nazionale. Impegno ribadito in questi giorni anche dal Ministro degli esteri durante i lavori della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all’Estero, che egli stesso presiede; necessità di rivedere la riorganizzazione della rete consolare che fin qui è stata solo oggetto di chiusure, spesso ingiustificate e irrazionali. Continueremo a impegnarci per fermare questo massacro e perché si faccia un vero riordino basato su nuove forme di risparmio capaci di recuperare risorse tra gli sprechi del MAE da destinare ai servizi agli italiani nel mondo. E anche in questo caso il Ministro degli esteri Terzi bene ha fatto a congelare le chiusure decise dal precedente Governo, come il PD chiedeva a gran voce; le questioni della cittadinanza, per le quali chiediamo che si metta fine a una serie di discriminazioni come quelle dell’impossibilità del recupero della cittadinanza per quelle donne che l’abbiano persa prima del 1948 e che non possono trasmetterla ai propri figli; le politiche per il recupero di un rapporto forte e concreto con le nuove generazioni di italiani all’estero o discendenti degli emigrati di prima generazione; la ristrutturazione e il rilancio di Rai International, per la quale va rivista la mission, il sistema di distribuzione e le sinergie da sviluppare con le regioni.

 Questi, dunque, i punti prioritari su cui dovrà concentrarsi il PD nei mesi che ci separano dal voto politico, anche in discontinuità con il passato e con un Governo che, mentre destrutturava il mondo degli italiani all’estero riducendolo alle condizioni in cui si trova ora, per distrarre l’opinione pubblica spostava l’attenzione e la discussione su una riforma del CGIE di cui non importa nulla a nessuno e che non serve a risolvere i problemi concreti degli italiani nel mondo e che, per questo, il PD vuole accantonare, per concentrare l’attenzione del Governo e del Parlamento sui problemi reali appena indicati. Affrontando queste emergenze immediate, poi, si dovranno prevedere quelle riforme strutturali nel mondo degli italiani all’estero che richiedono più tempo e una visione d’insieme e di lungo periodo.

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