Pd in tilt dopo il no di Renzi ai grillini, Martina: “Così si rischia l’estinzione”

Il segretario reggente: “Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni”. Cuperlo, “elezioni? Da far tremare le vene ai polsi”

E’ battaglia, come al solito, nel Pd. Non sono affatto piaciute a Maurizio Martina le parole pronunciate da Matteo Renzi durante il suo intervento da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Renzi, in quei minuti, ha di fatto licenziato Martina. E al segretario reggente questo proprio non va giù, anche perché Renzi a suo dire avrebbe dimostrato poco rispetto nei confronti del partito, chiudendo al M5S prima ancora della direzione Pd prevista per giovedì.

“Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l’estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società. Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema”.

“Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione Nazionale di giovedì che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione”.

Per Gianni Cuperlo con il modo di fare che ha Renzi “la politica si spegne, o comunque si spegne la vitalità di un partito”. Ed è d’accordo con Martina, “la direzione dovrebbe cambiare l’ordine del giorno”, magari, conclude, “inserendo la preparazione di una nuova campagna elettorale. Una cosa da far tremare le vene ai polsi”.

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