Pd, Civati: ‘divorzio in vista’. Bindi, ‘nascerà altro partito a sinistra’

Se Renzi mette la fiducia sull’Italicum "diciamo no al provvedimento assumendocene le responsabilità. E dopo, se invece di attivare una riflessione politica, loro attiveranno le procedure per espellerci, allora si sarà consumato il divorzio. C’è un limite a tutto. Qui il messaggio che vediamo è uno solo: devo vincere, vinco, sbaraglio, asfalto… ma non è il mio messaggio, i miei elettori non capiscono. Renzi così spacca il partito". Lo afferma Pippo Civati in una intervista al Quotidiano Nazionale.

L’esponente della minoranza Pd precisa: "Io non uso il termine scissione, uso il termine diaspora. E’ un popolo che si divide. Quelli che si perderanno saranno senz’altro Fassina e D’Attorre, Bersani e la Bindi, che in queste condizioni non ce la fanno più, casomai non usciranno dal Pd, ma si isoleranno all’interno del partito", "però, come diceva Cuccia, ‘le azioni non si contano, si pesano’. E una come la Bindi non è come Pastorino, pesa…".

“Vediamo anche quanto dura la follia di presentarsi spaccati in campagna elettorale su una legge che avevamo spergiurato di voler fare con tutti, persino con Berlusconi, ora invece la facciamo solo con la maggioranza del Pd…". E sostine che Renzi "per avere tra le mani una carta micidiale, lui vuole massimizzare la sua leadeship anche a discapito del Pd, ieri siamo arrivati ai materassi se uno come Speranza, che non è un eroe, si dimette… io penso che il Paese abbia bisogno di un progetto di governo diverso, non certo di un sistema elettorale che chiude alla rappresentanza. La democrazia è una cosa competitiva davvero, non si vince mica a pallonate".

ROSY BINDI, “INEVITABILE NUOVO PARTITO A SINISTRA DEL PD” “Io sono troppo vecchia per essere interessata a nuove avventure politiche, ma qualcuno lo farà un partito a sinistra del partito della nazione", "Camusso ha detto che non vota più Pd e la coalizione sociale di Landini ha senso, con un governo così". Lo afferma la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi, in una intervista al Corriere della Sera nella quale precisa: "Senza cambiamenti, il legame tra legge elettorale e riforma costituzionale mi porta a non partecipare al voto".

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