Pd, Bersani lancia ‘carta intenti’: pronti a ogni evenienza

Le variabili tra trattative sulla legge elettorale ed ipotesi di voto anticipato sono molte ma il Pd ‘e’ pronto ad ogni evenienza’. Non lascia spazi ad ambiguita’ Pier Luigi Bersani e da’ di fatto il via alla campagna elettorale, la sua e del Pd, presentando la ‘carta di intenti’, un libretto snello di impegni per il futuro e di paletti ‘vincolanti’ per le future alleanze, che ad oggi sembrano includere piu’ Nichi Vendola e Pier Ferdinando Casini che Antonio Di Pietro.

Per presentare la piattaforma del ‘patto dei democratici e dei progressisti’, il segretario del Pd sceglie una scenografia – sfondo rosso e un slogan al centro – che ricorda la discesa in campo del ‘cugino’ francese Francois Hollande. E che fa un po’ storcere il naso agli ex democristiani del Pd. D’altra parte anche le parole d’ordine della carta di intenti- uguaglianza, redistribuzione fiscale a danno dei grandi patrimoni, lavoro e diritti, a partire dal riconoscimento giuridico delle coppie di fatto – sono i cavalli di battaglia di un partito che, spiega Bersani, ‘vuole avviare un’alternativa non a Monti ma alle destre e a decenni di politiche sbagliate’ in Italia e in Europa. Impegni che i ‘montiani’ del Pd valutano a sinistra sui diritti ma in linea con il governo del Professore quando afferma la necessita’ di ‘riforme liberali’. Piu’ che le parole d’ordine, che ricalcano i punti dell’ultima assemblea del Pd, colpisce la tempistica scelta dal segretario democratico per lanciare lo sprint verso le elezioni. Perche’ sara’ pure ‘sacrosanto’, come apprezza Bersani, il richiamo fatto ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’urgenza della riforma elettorale e sulle sue prerogative per decidere le urne. Ma in attesa che i nodi si sciolgano e pur assicurando ‘lealta’ a Monti’, il segretario del Pd vuole ‘tenere il proprio passo’ per evitare scenari, come nuove grandi coalizioni, imposti da altri. E chiarire agli alleati – sia che si voti a novembre, possibilita’ caldeggiata nel Pd, sia che si voti nel 2013 – che questa volta non si ripeteranno gli errori del governo Prodi tra coalizione riottosa e trattative ad oltranza sui singoli provvedimenti. E’ emblematico, infatti, che l’ultimo capitolo, si intitoli ‘Responsabilita’ e fissi la ‘golden rule’ della coalizione: sara’ il premier a decidere la composizione di un governo ‘snello, rinnovato e sottratto a logiche spartitorie’; su decisioni controverse i gruppi parlamentari decideranno a maggioranza. Come postilla, due avvisi importanti: pieno sostegno alle missioni internazionali presenti e future e appoggio a tutte le misure che difendano l’euro e rafforzino l’unita’ dell’eurozona.

Sulla base di questi punti, il Pd vedra’ chi ci sta e chi no nel centrosinistra e nella societa’ civile per poi offrire un patto di legislatura ai centristi di Casini. Domani Bersani incontra il leader di Sel Nichi Vendola mentre non e’ in agenda un faccia a faccia con Antonio Di Pietro. In realta’ da tempo le strade di Pd e Idv sembrano essersi separate. Come testimonia anche l’accoglienza fatta dall’ex pm alla carta d’intenti del Pd: ‘Bersani e’ uno e trino, propone un programma che e’ quello di Vasto e poi sta con le destre. Se e’ cosi’, si metta la coscienza in pace perche’ ai suoi elettori ci parliamo noi’.

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