Pazza primavera, in Italia sembra ottobre: maltempo sulla Penisola

Italia nella morsa del maltempo. Altro che primavera. Roma colpita da un nubifragio, piogge abbondanti e vento fortissimo. Nella Capitale d’Italia alberi caduti, allagamenti, cornicioni e cartelloni pericolanti in varie zone. Chiusa al traffico viale dei Quattro Venti, tra piazzale Enrico Dunant e piazzale dei Quattro Venti, in entrambe le direzioni per alberi finiti sulla carreggiata. Difficoltà anche su via Cristoforo Colombo, all’altezza di piazza del Lavoro, dove sono caduti alberi in strada. Un grosso cipresso e’ andato giu’ anche in zona viale Regina Margherita. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco, in citta’ e in provincia, per cornicioni, semafori e cartelloni pericolanti.

In Sardegna black out elettrici e allagamenti: il maltempo ha causato disservizi nei sistemi idrici e fognari di diverse zone dell’isola. In Puglia preoccupazione a Peschici in particolare, dove un’alluvione lo scorso settembre ha messo in ginocchio il paese provocando due vittime, la pioggia ha fatto innalzare il livello dei canali creando apprensione nei residenti. Al momento, secondo quanto riferito dalla Protezione civile, i livelli delle acque non sono tali da creare problemi di esondazione, "anche perche’ – ha detto il vice prefetto Carmela Aponte – la pioggia ha smesso di cadere. Comunque la situazione e’ costantemente monitorata, sia dalla Protezione civile che dalle Guardie forestali".

Il maltempo, e soprattutto il forte vento che si e’ abbattuto su gran parte della Puglia, ha causato disagi questa mattina anche al traffico dell’aeroporto Karol Wojtyla di Bari. Un velivolo proveniente da Milano Linate e’ stato fatto atterrare a Brindisi, mentre un altro aereo proveniente da Roma ha terminato la sua corsa a Napoli Capodichino. Dalla tarda mattinata, complice un miglioramento delle condizioni atmosferiche, il traffico aereo da e per Bari non ha subito piu’ disagi.

Il maltempo di questi giorni ha messo in ginocchio il settore agricolo nella piana di Orosei, dove stamattina il Cedrino e’ esondato e la popolazione si e’ svegliata sommersa da 40 centimetri d’acqua. "La causa – spiega il sindaco Franco Mula – e’ la pessima gestione della della diga Pedra ‘e Othoni e il mancato preavviso da parte dell’Enas che ci avrebbe consentito di aprire la foce ed evitare i danni. Questo, pero’, non e’ successo e ora bisogna procedere alla conta dei danni".

Un’intensa perturbazione sta interessando anche il Veneto e, in montagna, potrebbe portare abbondanti nevicate. Per questo motivo il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha emesso poco fa lo Stato di Attenzione per Rischio Valanghe su tutta la montagna veneta, Dolomiti e Prealpi, a partire dalle ore 6.00 di domani, giovedi’ 26 marzo e fino a diversa comunicazione. A partire dalla prossima notte, recita il bollettino, e’ previsto un significativo peggioramento, con precipitazioni nevose oltre i 1.500/1.900 metri (nelle Dolomiti in temporaneo abbassamento a 1.000/1.200 metri). Complessivamente sono previsti 30-50 centimetri di neve fresca nelle Dolomiti e 40-80 nelle Prealpi.

Le condizioni di maltempo generale proseguiranno anche per le prossime 24 – 36 ore. Nevicate sull’arco alpino oltre i 1100/1500 metri. Temperature senza particolari variazioni, minime tra 7 e 12. Al Centro maltempo diffuso con precipitazioni in graduale esaurimento a partire da Sardegna e Medio Adriatico entro giovedì sera. Temperature in diminuzione, minime comprese tra 8 e 12. Al Sud graduale miglioramento salvo residue precipitazioni su Salento, metapontino, Calabria ionica e Sicilia. Temperature stabili, minime tra 11 e 13.

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