Patronati italiani nel mondo, il M5S porta il caso Giacchetta in Parlamento

“Per sapere se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative per farsi carico del risarcimento danni a favore dei pensionati truffati in Svizzera dal direttore Inca-Cgil di Zurigo”

Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’interrogazione del Movimento 5 Stelle al Ministro del Lavoro Poletti sulla questione dei patronati, dopo che è tornato alla ribalta il caso Giacchetta, in particolare dopo che se ne sono occupate le Iene di Italia 1.

Interrogazione a risposta in commissione 5-11158

presentato da CIPRINI Tiziana, testo di Mercoledì 19 aprile 2017, seduta n. 781
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

– Per sapere – premesso che:

al di fuori del confine nazionale, negli Stati con maggiore presenza di cittadini Italiani, operano da anni associazioni e, in particolare, patronati che svolgono il prezioso compito di prestare assistenza ai nostri concittadini per il disbrigo di svariate pratiche, soprattutto collegate alle prestazioni previdenziali;

i patronati maggiormente presenti, fanno capo ai maggiori sindacati di rappresentanza che, per citarne alcuni, sono CGIL, CISL, UIL, ACLI;

le principali norme in materie di patronati si trovano nella legge 30 marzo 2001, n. 152 e nel regolamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 10 ottobre 2008, n. 193;

tali disposizioni riconoscono alle associazioni la facoltà di svolgere in Italia e all’estero attività in materia di sicurezza sociale, di immigrazione ed emigrazione nei confronti dei cittadini italiani;

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l’attività di maggiore intensità dei patronati all’estero è tuttavia quella di consulenza fiscale, assistenza e tutela, anche con poteri di rappresentanza, nei confronti dei nostri connazionali per il disbrigo delle pratiche pensionistiche, dichiarazioni reddituali e altro;
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dopo i dovuti accertamenti, ha il compito di erogare i finanziamenti dei patronati, con una valutazione fatta attraverso un sistema a punti che tiene conto dell’organizzazione degli uffici e del volume di attività anche in rapporto all’esito favorevole delle pratiche;

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il finanziamento dei patronati è possibile grazie ai versamenti obbligatori, nella misura dello 0,199 per cento del totale, effettuati da tutti i lavoratori all’Inps, all’Inail e all’Ipsema;
dal comitato per le questioni degli italiani all’estero, da un dossier giornalistico de « Il Fatto quotidiano», dall’esposto di Marco Tommasini presidente del comitato difesa famiglie, nonché dalla denuncia di un ex sindacalista ed ex responsabile dell’Inca Cgil in Argentina, è emerso chiaramente che il sistema dei patronati all’estero rappresenti un problema di grossa rilevanza, a causa delle gravi inadempienze e irregolarità venute alla luce, che, per negligenza, coinvolgerebbero anche il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

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in particolare, come denunciato dalla puntata de « le iene» del 9 aprile 2017, in data 16 settembre 2015 è stato condannato a 9 anni di detenzione e al risarcimento delle vittime di una truffa, Antonio Giacchetta, direttore del patronato Inca-Cgil di Zurigo, che tra il 2001 e il 2009 si sarebbe intascato i risparmi e le pensioni di circa 70 emigranti;

l’attività sospetta del patronato gestito dal Giacchetta, sarebbe stata segnalata più volte al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, sebbene obbligato ad attività ispettiva e di controllo, non avrebbe effettuato i controlli e adottato i provvedimenti dovuti ed opportuni;
l’episodio di Zurigo rappresenta chiaramente, a giudizio dell’interrogante, l’inettitudine del Ministero verso i propri obblighi di vigilanza sull’uso dei fondi pubblici, nonché inadeguatezza del sistema legislativo vigente. Infatti, emerge che gli interventi ispettivi negli ultimi anni hanno fatto registrare controlli solo su 4 Paesi e su circa 476 sedi di patronato, con un probabile avviso di visita preventivo;

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i verbali di collocazione, che riportano tutte le attività dichiarate dai patronati e verificate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, evidenziano che solamente negli anni e nelle sedi dove c’è stata un’ispezione vi è stata una riduzione, a volte consistente, di punteggio, mentre in tutti gli altri casi i dati coincidono determinando di fatto un’autocertificazione dell’attività svolta dai patronati;

dall’analisi dei dati statistici a disposizione, emergono informazioni che meritano una spiegazione; infatti l’incremento del numero di patronati in territorio straniero spesso appare come inversamente proporzionale al numero di connazionali, potenziali utenti dei servizi degli stessi, e nello specifico dei pensionati;

il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, istituito al Senato, stante quanto sopra, ha chiesto che venga avviato un progetto di riforma del sistema che tutt’ora è rimasto disatteso –:

se i Ministri interrogati non ritengano opportuno, nell’ottica di una razionalizzazione della spesa pubblica, assumere iniziative per modificare le norme che attualmente disciplinano le verifiche ispettive, il funzionamento e il finanziamento dei patronati operanti in territorio estero, svolgendo, nelle more, maggiori attività di controllo e d’ispezione allo scopo di scongiurare truffe ai danni dei cittadini, come quella indicata, e di evitare sperpero di denaro pubblico;

se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative per farsi carico del risarcimento danni a favore dei pensionati truffati in Svizzera dal direttore Inca-Cgil di Zurigo, stante la grave inadempienza e responsabilità relativa all’attività ispettiva imputabile al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, agendo eventualmente in rivalsa nei confronti della Inca-Cgil. (5-11158)

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