Patronati italiani all’estero, il caso di Marco Tommasini – di Emanuele Esposito

Sto seguendo con una certa attenzione la vicenda di un italiano in Svizzera che tenta di prima di parlare con il responsabile Inca/CGIL e poi di far valere i suoi diritti, ma come accade sempre quando ti metti contro la politica, i sindacati, le banche, i pilastri della nostra democrazia, passi dalla parte della ragione a quella del torto.

Marco Tommasini, un connazionale residente in Svizzera, da qualche tempo porta avanti un battaglia di diritto morale e civile per difendere e capire cosa il patronato Inca intende fare per i truffati dallo stesso ente. Non entro nel merito della vicenda, anche perché io non sono un avvocato ma certamente non sono uno stupido per capire che quel sindacato, come del resto tutti patronati all’estero, hanno delle incongruenze, e non ho paura di dire che queste strutture sono state create ad hoc per truffare povera gente e lavoratori italiani che si sono spaccati la schiena. Casi di truffa e truffati dai sindacati non sono solo in Svizzera: in Australia, per esempio, come nel resto del mondo dove queste organizzazioni operano, si sono verificate delle incapacità.

Oltre ad essere talvolta una macchina perfetta e legale per truffare senza che nessuno controlli, questi patronati sono, e lo si è dimostrato, a tutti gli effetti un’organizzazione che gestisce per conto del politico di turno le schede elettorali durante le elezioni, anche questo dimostrato, ma stranamente, come accade solo in Italia, di tutto questo non solo nessuno ne parla ma la magistratura fa orecchie da mercante.

Ora è ovvio che nel caso di Tommasini nessuno intervenga, anzi il patronato chiama la polizia elvetica e ottiene un allontanamento dei pochi dimostranti che poche settimane fa si sono recati alla sede di Zurigo per chiedere informazioni e chiarimenti: la risposta è stata la polizia, quindi da truffati sono passati ad essere malviventi che disturbano.

INCA come patronato è presente anche nel COMITES, quindi questa la dice lunga e nessuno dice nulla in difesa dei nostri connazionali; sottolineiamo anche che i patronati ricevono soldi dallo Stato italiano, senza poi parlare della grande regia CGIL che ormai di fatto è il terzo potere Italiano.

In tutta questa storia mi rammarica il fatto che nessun parlamentare eletto nella circoscrizione Europa abbia detto una sola parola a riguardo, ma il tempo per scrivere sciocchezze sul web lo trova: si vantano di visitare ogni settimana la comunità italiana, ricordiamo che non è che ci vanno gratis, e ricordiamo anche che molti di questi risiedono nel collegio che rappresentano quindi i dubbi che loro vadano a casa e non dagli elettori ci sono e sono forti.

Mi rivolgo a voi, signori illustri parlamentari della Repubblica Italiana, quando avete tempo e voglia, invece di perder tempo a discutere sul web e a far vedere che lavorate per gli italiani nel mondo, perché non indagate su questa storia, ma soprattutto su tutti i patronati che di fatto sono una macchina mangia soldi a danno della comunità italiana; sarei curioso di sapere cosa ne pensa e cosa sta facendo il nostro amico Razzi a riguardo visto che è il suo collegio e lì ha preso i voti per entrare a far parte della combricola. Speriamo che di questa storia qualcuno si interessi.

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