Patrimoniale, E che sarà mai? – di Margherita Genovese

"La patrimoniale". E’ l’ultimo tabu’ da cancellare, per completare la distruzione del sogno berlusconiano. Macchine, barche, case al mare e ai monti, onorari e provvigioni dei professionisti, stipendi dei giornalisti di grido, macchinari delle imprese, attivita’ commerciali. Tutto fa brodo, e il totale fa la somma, nel calcolo: trema la classe medioalta, quella che gia’ temeva il contributo di solidarieta’, quella, per dirla tutta, che ha protestato in massa sul giornale di Belpietro, quella che non paga le tasse per quanto dovrebbe, e che tra evasione ed elusione puo’ continuare a ballare anche quando e’ finita la musica  senza cambiare stile di vita. Il Pdl ne ha fatto un mantra, di questa patrimoniale; forse sulla scia del suo "padre nobile" che non l’ha mai voluta prendere in considerazione. Perche’ per lui, rara avis in verita’, produrre ricchezza significa produrre lavoro. E i ricchi sono brava gente.

Ma i tempi cambiano, gli uomini passano, e gli spread salgono. E arriva il tempo dei professori, per i quali la ricchezza non e’ un valore e va colpita, almeno per attenuarne i vantaggi all’occhio malevolo di chi non sa produrla. L’ equita’ tanto sospirata vuole che anche i ricchi piangano, anche se i ricchi piangono sempre, per finta. Il detto "Ddatta e chiagne" e’ fatto su misura per loro, che riescono a rimanere  a galla in mezzo a qualunque tempesta. Sara’ cosi’ anche adesso: fatta la legge trovato l’inganno, sapranno come aggirare i controlli. Le gabelle colpiscono da sempre il popolo, la massa, i sottoposti. I gabellieri lo sanno, meglio la certezza di un punto d’Iva in più per il novanta per cento dei cittadini, che la precarieta’ di una patrimoniale che puo’ colpire bene solo la prima volta, perche’ la seconda gli azzeccagarbugli avranno gia’ affilato le armi.

Percio’, cari pidiellini, non vi affannate a rincorrere la filosofia del no alla patrimoniale. Di Berlusconi dovrete fare a meno da oggi in poi. Cavalcate l’onda anche voi, per non restare all’asciutto. Buttatevi sull’equita’, che e’ diventata la parolina magica del nuovo corso. Ancora non si e’ fatto nulla, e gia’ la Merkel ci trova "impressionanti". Facciamoglielo credere.

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