Partiti ko, Condivisibile battaglia sindacati contro Governo – di Andrea Di Bella

Rabbia e delusione sono i due sentimenti giusti per l’attuale situazione politica. Gli italiani accendono la tv e aspettano quotidianamente quale sarà il nuovo balzello che avrà riservato loro il Governo abusivo, come ci piace chiamarlo da qualche tempo, perché tale è anche se la Costituzione ne prevede la sua formazione. Rabbia perché si è costretti a subire una mole di sacrifici che con tutta franchezza il Paese non può permettersi: Accise sulla benzina, ticket sanitari, tagli alla sanità, pensioni, bolli sui conti correnti bancari, postali, al portatore e chi più ne ha più ne metta. Una situazione inaccettabile per qualsiasi Paese che si consideri realmente civile.

E se i partiti preferiscono lasciare fare a Mario Monti quel che loro non avrebbero mai avuto il coraggio di fare (e che non avrebbero mai fatto), la forza unificata sindacalista mostra gli artigli. E perfino uno come me, che non riporrebbe mai fiducia nel sindacato neppure gli giurassero accolgano davvero le istanze dei lavoratori, impantanati nella politica come sono, oggi sento di dover dare credito alla Camusso piuttosto che ad Angeletti e a Bonanni. Sono loro che sono scesi vistosamente in piazza contro la manovra lacrime e sangue del Governo. Sono loro che alzano le barricate a favore dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che reputo un deterrente necessario ai troppi dirigenti di azienda che avrebbero senza di esso man forte nel licenziare o meno un dipendente senza giusta causa.

I partiti in Parlamento alleati in una trasversale e ridicola alleanza, Berlusconi che di fatto ha tradito le più volte fatte promesse rispetto ad un Governo tecnico da evitare a favore del voto, un Pd in fortissima difficoltà con il suo elettorato; tutto questo mentre l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro passa dignitosamente all’opposizione di fronte ad una manovra iniqua e sinceramente vergognosa, e mentre la Lega oppone un’obiezione di coscienza rispetto all’Imu, prevista nella legge del federalismo fiscale ieri e ritenuta una rapina oggi.

In un clima già irrimediabilmente compromesso come quello che vive il Paese vero ogni giorno, quello fatto di onesti cittadini che si alzano al mattino presto e che rientrano alla sera a fronte di una paga infinitamente più bassa rispetto a quella percepita da chi li vuole rapinare, sembra strano riuscire ad essere d’accordo coi sindacati, quindi. Gli unici che con una ritrovata unità mostrano i denti di fronte al Governo affossa Italia.

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