“Parola d’ordine rinnovamento”: parla Alessandro Grando, Cuori Ladispolani

“C’è bisogno di rinnovamento e di un diverso modo di fare politica, intesa come un servizio nei confronti della collettività e non viceversa. Io credo che sia possibile vedere una Ladispoli migliore”

Alessandro Grando, Cuori Ladispolani

E’ entrato  nel palazzetto Comunale da consigliere, senza alcuna esperienza. Ma con costanza, dedizione e passione, oggi, dopo quasi cinque anni, ne sa molto più di prima. Ha imparato tanto, Alessandro Grando, consigliere comunale di Ladispoli e candidato sindaco di Cuori Ladispolani, come ci spiega in questo colloquio con Litorale Oggi, periodico del litorale Nord di Roma.

Alessandro, si sta completando la tua prima legislatura come consigliere comunale di Ladispoli. Cosa hai imparato in questi anni?

Quando sono stato eletto consigliere comunale, nel 2012, ero al mio primo mandato, non avevo esperienza, non conoscevo praticamente nulla della macchina amministrativa e non avevo mai pronunciato un discorso in pubblico. In comune non mi conosceva nessuno, pensa che la prima volta che ho chiesto un incontro col sindaco la sua segretaria, non sapendo che fossi un consigliere comunale, me lo fissò a due mesi di distanza. Per sopperire a tutto questo ho dovuto studiare molto, applicarmi e ho dovuto soprattutto vincere la timidezza. Prima di affrontare una commissione o un consiglio comunale mi preparavo come uno che deve affrontare un esame, e continuo a farlo ancora oggi. Devo dire però che la cosa non mi è mai pesata, anzi, più vado avanti più mi appassiona.

Come è cambiato Alessandro in questo tempo?

A livello personale non è cambiato nulla, sono sempre la stessa persona. A livello di conoscenza e preparazione invece c’è una differenza abissale. In questi anni ho avuto modo di affrontare molte tematiche e per farlo nel migliore dei modi, come dicevo prima, ho dovuto studiare leggi, regolamenti, convenzioni e delibere di ogni genere. Fare il consigliere comunale nella propria città, per chi lo fa veramente con passione, è un’esperienza bellissima che ti fa anche crescere a livello personale, vale la pena provare.

Come è cambiata la tua visione di Ladispoli dal primo giorno in cui sei entrato nel palazzetto comunale ad oggi?

Più che la mia visione di Ladispoli è cambiato il modo in cui osservo la città. Adesso quando cammino per le strade faccio caso a tante cose che prima non notavo. Ad esempio controllo se ci sono cose fuori posto, se ci sono lampioni rotti, se le strade sono pulite, se ci sono pericoli per i passanti come buche o rami pericolanti. Insomma guardo la città come uno che ha la responsabilità di tenerla in ordine. Purtroppo poi, quando segnalo i problemi ai vari uffici, non sempre vengono presi provvedimenti in tempi rapidi.

In molti ti ritengono l’unico vero rappresentante dell’opposizione all’interno del Consiglio. Tu ti senti addosso questa responsabilità?

In questi anni sono riuscito a ritagliarmi un ruolo importante all’interno del Consiglio comunale e sicuramente tra i consiglieri di opposizione, e non solo, sono stato il più attivo. All’inizio nessuno si aspettava grandi cose da me, adesso invece molte persone su di me fanno affidamento e questo di certo mi riempie di orgoglio e responsabilità.

FOTO DI FAMIGLIA
FOTO DI FAMIGLIA

Con quale messaggio ti proponi come candidato sindaco di Ladispoli?

Il messaggio principale che vorrei arrivasse alla gente è quello del rinnovamento e di un diverso modo di fare politica, intesa come un servizio nei confronti della collettività e non viceversa. Io credo che sia possibile vedere una Ladispoli migliore, più pulita, più sicura, vocata al turismo, più solidale, in cui possiamo crescere i nostri figli in tranquillità. Sono altrettanto convinto del fatto che per vedere dei cambiamenti in questa direzione ci sia bisogno di sostituire l’attuale classe dirigente con persone nuove e competenti.

Perché i cittadini di Ladispoli dovrebbero darti fiducia?

Perché in questi anni credo di aver dimostrato di essere una persona seria, propositiva, che si dà da fare per risolvere i problemi e soprattutto perché sono rimasto sempre coerente con le mie idee e non ho tradito la fiducia dei cittadini che mi hanno votato passando nello schieramento opposto, come hanno fatto altri.

Tra le buoni azioni di Natale, cosa chiederesti di fare al sindaco Paliotta per la nostra comunità?

Gli chiederei di dimettersi, ma manca talmente poco alla scadenza del suo mandato che mi accontento di chiedergli di non fare troppi danni da qui a giugno 2017. Sarebbe tutto lavoro in più per noi…

Chi sono finora le persone, le realtà che ti stanno sostenendo?

Siamo partiti da un’associazione civica, Cuori Ladispolani, composta da persone provenienti da esperienze diverse e con idee politiche differenti ma con un unico comune obiettivo, rivoluzionare il modo di fare politica nella nostra città. A questo progetto, col tempo, hanno aderito realtà come Fratelli d’Italia, Noi con Salvini ed altri gruppi civici. Siamo un buon gruppo, composto da molti giovani e da tante persone che partecipano per la prima volta alla vita politica della città. Questo, nell’ottica del rinnovamento che vogliamo portare a compimento, è un aspetto fondamentale. Del gruppo fanno ovviamente parte anche alcuni “meno giovani” anagraficamente, ma che hanno ancora tanta voglia di fare e che, con la loro esperienza, aiutano i nuovi ad inserirsi e a capire determinati meccanismi. Sono molto felice di lavorare con tutti loro, davvero.

Hai visto che stanno rifacendo diverse strade del centro a Ladispoli? Tira aria di campagna elettorale?

Ovviamente sì, ma la gente non è stupida, non funzionano più questi giochetti.

Secondo più di qualcuno, il sindaco Paliotta, come si legge in qualche post su Facebook, avrebbe perso il contatto con la realtà della propria città. Sei d’accordo?

Non solo il Sindaco, anche molti altri. A me capita spesso di andare in giro a parlare con le persone dei vari problemi e mi sento dire sempre la stessa cosa, cioè che nessun assessore, consigliere comunale o delegato si fa mai vivo per chiedere come vadano le cose e se ci sia bisogno di intervenire per risolvere qualche problema. Io trovo assurdo questo modo di comportarsi. Per un amministratore pubblico stare tutti i giorni in mezzo alla gente dovrebbe essere la normalità, se non si ha il tempo o la voglia di farlo sarebbe più corretto dimettersi e fare spazio ad altri.

2016 addio, benvenuto 2017. Una sintesi dell’anno che se ne sta andando e un obiettivo per quello nuovo?

Dal punto di vista amministrativo è stato sicuramente un anno difficile, in città ci sono ancora molti problemi irrisolti e poco tempo a disposizione per porvi rimedio entro fine consiliatura. Ricorderemo quest’anno soprattutto per le tragedie che hanno visto dei giovani ladispolani lasciarci in maniera prematura e per la devastazione che il tornado ha lasciato alle sue spalle il 6 novembre. L’augurio per il 2017, oltre a quello ovviamente di non vivere più momenti del genere, è quello di riuscire a lavorare concretamente per il bene della città, indipendentemente dal ruolo che ricoprirò.