Papa Francesco vede a sorpresa i detenuti, ‘qui casa vostra’

Si e’ trasformato in una giornata davvero speciale il pellegrinaggio a Roma di diciannove detenuti delle carceri di Pisa e Pianosa. Questa mattina, infatti, accompagnati dai cappellani dei due penitenziari toscani e dai magistrati di sorveglianza, erano venuti a San Pietro per prendere parte all’udienza generale in piazza e, prima, a una messa celebrata nelle Grotte vaticane dove si trova la tomba dell’apostolo Pietro. Ma mai avrebbero immaginato di incontrare papa Francesco, che ha dedicato loro tutto il tempo disponibile prima di uscire sul sagrato per il consueto appuntamento del mercoledi’.

"Questa e’ casa vostra", ha detto al gruppo di reclusi. Un incontro, quello tra papa Bergoglio e i diciannove detenuti, non programmato ma fortemente voluto proprio dal Pontefice. Non appena e’ stato informato che il gruppo si trovava in Vaticano da monsignor Lorenzo Baldisseri, segretario del sinodo dei vescovi e prossimo cardinale nel concistoro di sabato, anche lui presente, il Papa ha acconsentito immediatamente alla richiesta di offrire la sua benedizione personale e ha ricevuto i detenuti riservatamente. "E’ stato un incontro bellissimo, commovente – ha raccontato Baldisseri -, un segno di grande paternita’ spirituale verso delle persone che sono profondamente impegnate in un percorso spirituale".

E’ infatti nell’ambito di questo percorso che rientrava il pellegrinaggio a Roma del gruppo di detenuti, usciti con un permesso. Papa Francesco li ha ricevuti alla Domus Santa Marta intorno alle 9.00 e si e’ intrattenuto con loro per circa tre quarti d’ora. A ciascuno di loro ha riservato la sua profonda attenzione, ascoltando il racconto delle loro situazioni, con un saluto caloroso e senza far mancare ad ognuno la sua benedizione. "Li ha profondamente incoraggiati", ha fatto sapere Baldisseri, "un nuovo segno della sua vicinanza alle persone, soprattutto quelle piu’ bisognose non solo materialmente, anche spiritualmente". La delegazione pisana era composta da otto detenuti, sette uomini e una donna, l’unica del gruppo dei 19 reclusi, mentre tra quelli di Pianosa vi erano anche reclusi originari dell’America latina. Tutti stanno scontando condanne definitive piuttosto lunghe.

"E’ stato un incontro molto commovente – ha raccontato Liberata Di Lorenzo, capo dell’area educativa del carcere Don Bosco di Pisa – e abbiamo pianto tutti. Papa Francesco ha confermato la sua straordinaria umanita’ e umilta’". Durante il colloquio, ha spiegato Di Lorenzo, "ci ha raccontato la storia della Madonna dei nodi e davanti a quel dipinto, molto evocativo vista la situazione, abbiamo fatto una foto tutti insieme". Uno dei detenuti pisani, ha aggiunto l’educatrice, era letteralmente "paralizzato dalla paura e dall’emozione, non aveva neppure il coraggio di avvicinarsi perche’ non si riteneva all’altezza di quell’incontro". "Mi ha detto – ha concluso l’educatrice – che nella sua vita non ha avuto paura in situazioni assai piu’ pericolose e difficili di quella di oggi eppure ha chiesto a me di accompagnarlo a salutare il Papa perche’ non aveva la forza di farlo da solo".

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