“Saremo uomini e donne di risurrezione, uomini e donne di vita se, in mezzo alle vicende che travagliano il mondo (ce ne sono tante oggi), alla mondanità che allontana da Dio, sapremo porre gesti di solidarietà e di accoglienza, alimentare il desiderio universale della pace e l’aspirazione ad un ambiente libero dal degrado”. Sono parole di Papa Francesco, nel giorno del lunedì dell’Angelo, prima di pronunciare il Regina Coeli, preghiera che per cinquanta giorni, fino alla Pentecoste, prende il posto dell’Angelus.

Quello del Santo Padre è un richiamo alla solidarietà e all’accoglienza, soprattutto in questi tempi così difficili per chi fugge da guerra e fame e si trova alla ricerca di una vita dignitosa. Francesco parla di resurrezione: Gesù Crocifisso è resuscitato, così “l’ultima parola non è più la morte, ma è la vita, e questa è la nostra certezza. Per questo ripetiamo tanto ‘Cristo è risorto’, perché in lui il sepolcro è stato sconfitto, è nata la vita”.

Il Pontefice chiede ai fedeli che lo ascoltano di andare ad annunciare al mondo il messaggio di speranza che Gesù ci ha voluto trasmettere con la resurrezione.

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