Papa, Camera dice sì all’arresto

Il dibattito a Montecitorio sulla richiesta di arresto per Alfonso Papa è cominciato poco dopo le 16:30. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, arriva circa 30 minuti dopo. Durante la riunione con i coordinatori regionali del Pdl, a palazzo Grazioli, secondo quanto riferiscono alcuni presenti il premier avrebbe detto "io non voterò mai per mettere le manette a qualcuno". Il Cav avrebbe aggiunto: "Quando ci si dimette dal partito, vieni sospeso dalla magistratura e assicuri la disponibilità a collaborare con i magistrati, non lo si può poi arrestare".

Il premier, entrando a Montecitorio, rispondendo ai giornalisti si è detto "fiducioso" sulla richiesta di arresto del deputato del Pdl, Alfonso Papa, che vede appunto il Popolo della Libertà contrario.

Accesissima la discussione in aula. Daniela Melchiorre dà dei "servi della gleba" ai deputati del Pdl che la interrompono durante la sua dichiarazione di voto.

Silvano Moffa, capogruppo di Popolo e Territorio, durante il suo intervento ha spiegato: "Abbiamo presentato una richiesta di voto segreto perché il tentativo di strumentalizzare questo tema per fini politici che nulla hanno a che fare con la vicenda Papa è la dimostrazione che stiamo dando una dimostrazione del degrado assoluto della politica". Dai banchi dell’opposizione, non appena Moffa ha annunciato la richiesta di voto segreto, gli è stato gridato "Vergogna, servo, vai a casa".

La Lega Nord conferma in Aula alla Camera che l’indicazione del gruppo è per l’arresto di Alfonso Papa. A parlare è stata la deputata del Carroccio Carolina Lussana. Bossi si era espresso sulla vicenda nei giorni scorsi, senza mezze parole: Papa deve andare in galera.

E’ toccato ad Alessandro Maran, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, sintetizzare il pensiero del Pd sul caso Papa: "Nessun fumus persecutionis, ma condotte gravissime. La Camera non celebra processi e noi dobbiamo soltanto dire se c’è un intento persecutorio verso l’onorevole Papa per il quale viene chiesta dal gip l’autorizzazione a eseguire la misura cautelare in carcere. Nei confronti dell’esponente Pdl emergono condotte gravissime in contrasto con l’etica pubblica e con il ruolo che ha rivestito".

Maurizio Paniz, deputato PdL, nel suo intervento avverte: "Accettando la richiesta d’arresto si cede al giustizialismo, e soprattutto si calpesta un pilastro della nostra Costituzione: la presunzione di innocenza". "Gli inquirenti in questa vicenda non sono una garanzia. Lo dico con dispiacere. Va portato rispetto alla magistratura, ma altrettanto va portato alla libertà e alla funzione parlamentare".

Da parte sua, Alfdonso Papa, parlando davanti a tutti i deputati alla Camera, ha detto: "Non ritengo dover fare appello alla difesa del Parlamento, perché sono innocente ed estraneo nel merito a tutte le accuse. Davanti alla mia coscienza, a Dio, agli uomini, ritengo che la verità non abbia bisogno di difensori, ma si manifesta da sè nel tempo". Dopo aver detto di essere pronto ad affidarsi "al giudizio dell’aula", ha ammesso di essere "pieno di dolore dal punto di vista umano". "Affronto oggi questa prova dopo mesi di travaglio che non auguro a nessuno", ha aggiunto.

Il presidente della Camera, accogliendo la richiesta di voto segreto, ha dato il via alle votazioni. Risultato? La Camera dei deputati ha detto sì alla richiesta di arresto di Alfonso Papa avanzata dalla Procura di Napoli per vari reati, tra cui concussione, rivelazione di segreto di ufficio. Hanno votato sì 319 deputati, hanno votato no 293 deputati. 

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