Paolo Da Costa (CGIE), “sosteniamo la stagione delle riforme: sì al referendum”

“Sì al superamento del bicameralismo perfetto-paritario e alla ridefinizione dei poteri di Stato e Regioni, più efficienza per contrastare rigurgiti nazionalisti e populisti”

“Ritengo positiva la decisione di riunire la Presidenza alla vigilia dell’importante consultazione referendaria del 4 dicembre, per affrontare tra i numerosi punti all’ordine del giorno la riforma di Comites e Cgie”. Così in una nota Paolo Da Costa, Presidente Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione del CGIE, che da Zurigo prosegue: “Inserire la riforma degli organismi di rappresentanza democratica degli italiani all’estero nella stagione riformistica che si è aperta in Italia, non solo è una scelta opportuna, ma necessaria. Non bisogna perdere questa preziosa occasione”, è la raccomandazione di Da Costa.

“Con la legge per il voto all’estero, che dal 2006 ha portato una nostra rappresentanza in Parlamento, non tutto può restare com’era prima del 2006. Oggi, le rappresentanze democratiche degli italiani nel mondo sono tre: Comites, Cgie e Parlamento. Siamo a tutti gli effetti cittadini italiani che eleggono organismi democratici locali e nazionali. Dobbiamo pensare ad una riforma che assicuri efficienza, peso politico e rappresentanza territoriale”.

“Con rammarico prendo atto, però, che non si sia potuta tenere l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero prima dello svolgimento del referendum, perché, tutti insieme, avremmo potuto far sentire maggiormente la voce degli italiani nel mondo nel dibattito che si sta svolgendo nel Paese. La revisione costituzionale, per me, è un passaggio dovuto al fine di rendere la carta fondamentale dello Stato più attuale e aderente ai nuovi processi democratici di questo secolo. Sono convinto – sottolinea il consigliere CGIE – che il superamento del bicameralismo perfetto-paritario e la ridefinizione dei poteri di Stato e Regioni conferiscano alle istituzioni italiane più forza ed efficienza per contrastare rigurgiti nazionalisti e populisti. Il sì alla riforma costituzionale è un sì alle riforme. E dalle riforme – conclude Paolo Da Costa – anche Comites e Cgie potranno trarre importanti benefici per gli italiani nel mondo. Alla luce del risultato referendario, la Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione, che si è insediata nella primavera scorsa, non farà mancare il proprio contributo di idee e di proposte”.

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