Panorama politico stucchevole, mentre il Paese soffre – di Margherita Genovese

Tutte le televisioni, da dieci giorni e per altri dieci giorni, alternano senza soluzione di continuità le facce di Renzi e di Bersani a quelle dei renziani e dei bersaniani, in un crescendo di attenzione che e’ diventata spasmodica nonche’ ansiogena. L’onesto buonuomo delle colline piacentine, concreto e coerente nelle sue idee e nelle sue ricette, e’ costretto a misurarsi di continuo col superbo fiorentino doc dal programma donchisciottesco, per superare il gap dell’età nonchè della telegenia. Potenza della modernità! Mala tempora currunt!

Per capire cosa succede veramente in Italia, bisogna aspettare i tg, durante i quali si fa appena in tempo a sentir parlare di 15000 operai dell’Ilva e chissà quanti dell’indotto esclusi dal lavoro, di cortei di studenti e insegnanti esclusi dalla scuola e dalla formazione, di intere famiglie in odor di povertà e di malati gravissimi  esclusi dalle cure.

Che Paese e’ questo, in cui si sta in coda per due ore e più con l’obiettivo nascosto di mostrare alle tv la propria presenza all’evento modaiolo del momento, mentre nessuno si muove, nemmeno a parole, per fermare il disastro sociale? Che Paese e’ ormai questo in cui si sta attenti ad ogni parola del confuso Berlusconi, al quale toccherebbe l’interdizione dalle pubbliche dichiarazioni per manifesta incapacità d’intendere e di volere?

Lo diciamo con l’onestà intellettuale e morale dei figli che, vedendo il padre in preda a demenza senile, certamente se ne addolorano, ma devono poi responsabilmente pensare a mandare avanti la famiglia. E come si puo’  assistere senza indignarsi al tiro al bersaglio contro Alfano da parte proprio di chi lo ha designato erede e propulsore del partito rinnovato, solo perche’ nel  rinnovamento occorre che sia lui, il presidente, il primo a doversi fare da parte?

Questa ostinazione del Cavaliere getta ombre inquietanti sul suo multiforme ingegno, ombre che si allungano anche sul più recente passato, nel dubbio se il suo ruolo sia stato di leader carismatico come si credeva a destra o piuttosto di padre padrone come si credeva a sinistra.

La politica e’ in grave stato confusionale, tra nuovi grillini assetati di vecchi poteri e vecchi poteri assetati di nuove formule di condizionamento del popolo, l’unico ad essere rimasto uguale a se stesso, bue e facilmente pilotabile. Basterebbe riprendersi la Storia, e rileggere su Google, con uno sguardo più ampio e attualizzato, le vicende della Destra Storica, attenta a far quadrare il bilancio dello Stato, alternatasi alla sinistra sociale, attenta all’alfabetizzazione di una società contadina e ignorante, in quella fase di forte sentimento patriottico e di sofferti rivolgimenti popolari che hanno caratterizzato gli inizi dell’Italia unificata.

Rileggendo la Storia, si potrebbe ritrovare il senso della comune appartenenza a un popolo, che deve essere unificato nel diritto al benessere e nella cultura del lavoro, invece che nella distruttiva filosofia della divisione, dell’individualismo sfrenato, del potere mediatico dei bellimbusti rampanti riforniti di armi di distrazione di massa. E per la teoria dei corsi e ricorsi storici, si potrebbe decidere tutti, a destra e a sinistra, se davvero si pensasse al Paese, che questo e’ il tempo della semina e non del raccolto, che c’è bisogno di conciliare individuo e società, lavoro e capitale, Italia ed Europa.
 
Che si chiamino Alfano,  Bersani o  Vendola, e paradossalmente riconosciamo in questa triade la vera rappresentanza delle diverse istanze del popolo, e’ nella loro onesta’ intellettuale e nell’autenticita’ della loro passione politica che vediamo il superamento di questi tempi morti, gravidi di cieche attese miracolistiche e di chiari segnali di esplosioni telluriche devastanti. L’anno che verrà potrà essere migliore di questo? In base a quali parametri si valuterà il cambiamento? Forse in base alla novità di un nostro piccolo Obama come presidente del Consiglio? Ci sembra proprio una amenità. Ma,  consapevoli di essere una voce che grida nel deserto, non possiamo che limitarci a uscire dal branco e rassegnarci a subire il "nuovo" che avanza. Auguri all’Italia!

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