Orrore Siria senza indignazione – di Carlo Di Stanislao

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Sul web sono stati appena pubblicati alcuni raccapriccianti video amatoriali,  in cui appaiono le immagini dei corpi mutilati e senza vita di decine di donne e  bambini, vittime, secondo gli attivisti dei comitati di coordinamento locale di Homs, del massacro compiuto dalle milizie lealiste a Karm az Zeitun, quartiere a maggioranza sunnita della terza città siriana.

Molte salme hanno gli occhi aperti ed i crani spaccati, da cui fuoriesce materia cerebrale, immagini crude, inguardabili, che interrogano il mondo che ancora non interviene con fermezza e sdegno per quanto sta accadendo  in Siria.

Il regime ha detto che non meglio precisati terroristi hanno sequestrato civili di Homs e, dopo averli uccisi e mutilati, hanno inviato le immagini alle tv panarabe al Jazeera e al Arabiya,  con l’obiettivo di attribuire il crimine alle autorità. Ma, naturalmente, nessuno ci crede. 

Intanto nella notte, nel nord della Siria, alcune brigate dell’esercito siriano, fedeli al presidente Bashar al-Assad, hanno sequestrato 35 persone, tutti civili, nei dintorni di Idlib e, secondo quanto riferito da Abu al-Bará, rappresentante dei Comitati rivoluzionari della città siriana, tra di essi molte donne e bambini.

In queste ore centinaia di famiglie stanno abbandonando Homs, per timore di nuove violenze ed il mondo occidentale si limita solo a sanzioni banali o deboli proteste.

A fine febbraio, Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, una delle figure più autorevoli nel panorama culturale italiano, ebbe modo di scrivere: “il silenzio dell’Occidente di fronte alla tragedia siriana è inaudito. E la nostra ipocrisia è altrettanto vergognosa. Muoiono 50 persone al giorno per mano di un dittatore e non succede nulla. Dobbiamo lanciare un segnale a quella povera gente”. E si chiedeva che fine avessero fatto i pacifisti e i partiti che scendevano in piazza contro la guerra in Iraq. 

Il fatto è che quando l’Occidente ha interessi economici non esita a bombardare, scatenando durissime guerre, come in Iraq, Afghanistan, Libia o  a Belgrado. Ma quando gli interessi non ci sono,  non si leva neanche una voce, né bandiere dei diritti umani, dietro cui nascondere le vere motivazioni. Neanche l’assassinio dei giornalisti ha mosso nulla e non muoveranno nulla le terribili immagini dei bambini e delle donne barbaramente uccise ad Holms.


 

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