Opera, Celso Albelo a ItaliaChiamaItalia: ‘con Desirée Rancatore grande intesa sul palco’

Dal 17 al 24 settembre il Teatro Massimo di Palermo presenta “La Fille du regimént”, opera comica in 2 atti di Gaetano Donizetti. Protagonisti due grandi del panorama lirico, lei, la diva indiscussa che gioca in casa poiché è una palermitana doc, il soprano Desirée Rancatore, e lui, che fa parte di quella ristretta rosa di tenori spagnoli apprezzati in patria e nel mondo, Celso Albelo.

Per l’occasione Albelo, conosciuto, oltre che per le sue doti recitative, anche per una voce affascinante, omogenea e brillante, si racconta in esclusiva a ItaliaChiamaItalia.

Pluripremiato per il riconoscimento al suo talento da Opera Actual, dall’Oscar della lirica della Fondazione Arena di Verona.

Nativo di Santa Cruz de Tenerife, Albelo è una presenza abituale nelle stagioni liriche dei teatri più importanti del mondo, dalla Spagna all’Olanda, passando per il Giappone e gli States. Ora Palermo è pronta per accogliere un cast d’eccezione per l’opera sopra citata e applaudire Marie (Desirèe Rancatore), la giovane vivandiera del reggimento, cresciuta dai soldati dopo la morte del padre, e Tonio (Celso Albelo), giovane tirolese, che conosce Marie quando è fatto prigioniero dai soldati del reggimento. L’amore tra i due è forte e, anche se ostacolato, vince: i due convolano a nozze.

Celso Albelo, tra pochi giorni sarai a Palermo per “La Fille du regimént” al fianco della Rancatore: come ti trovi a lavorare con lei?

“Siamo una coppia artistica importante. Insieme lavoriamo benissimo, c’è intesa e complicità sul palco. Sono molto emozionato e onorato di cantare con lei nella sua terra. Oltre a essere una stella della lirica internazionale è anche una donna eccezionale. Abbiamo avuto un enorme successo ne ‘I Puritani’ di Bellini al Teatro dell’Opera di Las Palmas a Gran Canaria. Con lei sono a mio agio e non vedo l’ora di cantare al Teatro Massimo della capitale siciliana”.

Sempre più gli orientali che s’impongono sulla scena lirica e sono dotti in materia, avendo scoperto il patrimonio italiano ed essendone stati folgorati. Che ne pensi?

“Ho grande rispetto e ammirazione per gli orientali, sia per gli artisti, e in campo lirico ce ne sono, sia per il pubblico. Hanno una mentalità aperta e sono capaci di farti sentire una vera star. Sono molto caldi e assetati di autografi”.

Tu hai cantato sia in Giappone che in Cina, riscuotendo un grande successo. Come si differenziano i due popoli?

“I Giapponesi hanno grande cultura in questo campo e sanno tutto di te, quando vai a cantare nel Sol Levante sei un libro aperto per loro, hanno orecchio fino e apprezzano i veri talenti. I cinesi hanno una grande voglia d’imparare e stanno trasformando piano piano il mercato della musica operistica”.

Proprio nella Terra del Dragone hai debuttato nel 2013 a Guangzhou al Teatro dell’Opera dell’omonima città: un gran successo e un notevole riconoscimento. Come commenti il tuo nuovo incarico?

“Sono onorato dell’incarico conferitomi, quello di Consulente Artistico Onorario insieme a grandi nomi come Anne Sophie Mutter e Vladimir Ashkenazy: è stata una sorpresa graditissima, tuttavia il mio lavoro è cantare e posso dedicare poco tempo a quest’importante incarico. Cerco di dare il meglio e consigliare al massimo affinchè il teatro dell’Opera di Guangzhou sia sempre più competitivo”.

Se dovessi scegliere tre Opere che più si confanno a te per vocalità e piacere personale, quali sceglieresti?

“I Puritani di Bellini, L’Elisir d’amore di Donizetti e Rigoletto di Verdi”.

Cosa sogni per il tuo futuro artistico?

“Continuare ad essere serio nel lavoro e mantenere lo standard al quale sono arrivato. Riuscire sempre a mettere un po’ di me nei personaggi che interpreto per renderli sempre più veritieri con un po’ di Celso. Vorrei cantare nell’Opera ‘Un ballo in maschera’ di Verdi”.

Sei diventato padre da poco di un bellissimo bambino. Quanto conta nella tua vita la famiglia?

“Tantissimo! E’ tutto! Mia moglie ed io prima di decidere di voler un figlio abbiamo ben riflettuto sull’idea che ci accomuna, ossia lo vogliamo crescere noi e non dare in mano a tate o nonni. Così il 6 luglio è nato Roberto e noi siamo coscienti dell’impegno intrapreso. Essere genitori è il lavoro più complesso, ma anche più bello. Sono un tenore e sempre in giro per il mondo, ma la famiglia ha la priorità assoluta e faccio tutti i sacrifici necessari. La mia attività mi ha abituato a molta disciplina che fa parte della mia vita in tutti i campi”.