Obama: ‘Più marines in Australia’. Ma la Cina non ci sta

KANDAHAR, AFGHANISTAN - MARCH 11: A U.S. Marine from the 24th Marine Expeditionary Unit carries his packs March 11, 2008 after arriving to the Kandahar Air Field in southern Afghanistan. Regular Marine forces began returning to Afghanistan this week for the first time in more than 5 years, when they were pulled out ahead of the Iraq invasion, according to the military. More than 3,500 Marines are scheduled to deploy in southern Afghanistan with an aim to overrun Taliban strongholds in what is being called by some the "Afghan surge." (Photo by John Moore/Getty Images)

Durante la sua visita in Australia, Barack Obama ha annunciato un piano che prevede il dispiegamento di oltre 2500 marine nel nord dell’Australia. Figuratevi la Cina! Il "dragone rosso" ha subito espresso le proprie riserve e descritto come "inappropriata" l’espansione dei legami di difesa fra Usa e Australia. Allo stesso tempo, i media del governo cinese hanno lanciato un avvertimento: occhio, chi sarà al fianco degli Usa nell’Asia-Pacifico rischia di essere punito economicamente. Una questione che potrebbe aggravare le tensioni nell’annosa disputa marittima fra la Cina e quattro nazioni dell’Asean, Malaysia, Filippine, Brunei e Vietnam, sulla sovranita’ nel mare cinese meridionale, ricco di risorse.

Da parte sua l’Australia certo non si spaventa e non cede di un passo. In una recente intervista tv Kevin Rudd, ministero degli Esteri australiano, ha espresso chiaro il concetto: "Non cambieremo la nostra posizione", la Cina se ne faccia una ragione. "Noi non cerchiamo di dettare ai cinesi quale dovrebbe essere la loro politica di sicurezza nazionale". E di certo "non ci faremo dettare la nostra politica di sicurezza da alcuna potenza esterna. E’ una questione di sovranita’ per l’Australia".

 

NESSUN COMMENTO

Comments