Nomine Rai, si candida Daniela Brancati: ecco il programma

Roma – In attesa del fatidico lunedì 21 giugno aumentano i curricula per le nomine Rai, ma non tutte le candidature possono vantare un programma definito. E, soprattutto, pratico.  

Forse era necessaria una donna per ispirare alla Rai quel senso di pragmaticità che, spesso, sembra mancare nelle scelte di viale Mazzini. Non una donna qualunque, ma la prima ‘direttora’ di un tg nazionale. Daniela Brancati si candida al Cda Rai con un preciso programma decisa a mettere, al primo posto, il recupero della qualità imponendo uno stop della banalizzazione dei contenuti.

“Cambiare la filosofia aziendale e quindi l’offerta nel suo complesso perché 15 canali così come sono ora non hanno senso – si legge nel documento inviato alla Commissione di vigilanza -; rendere la Rai paritaria, in grado cioè di esprimere la cultura del genere femminile così come di quello maschile, oltre che aperta ai giovani; mantenere quote di mercato alzando il livello qualitativo e non ricorrendo a imitazioni della tv commerciale e a volgarità”.

Queste le tre priorità indicate da Daniela Brancati, che aggiunge, riprendendo un passaggio del suo libro ‘Occhi di maschio. Donne e televisione, una storia dal 1954 a oggi’: “La Rai è una grande azienda che deve mantenere quote di mercato, ma credo che la scommessa sia proprio questa: ottenere il risultato senza ricorrere alla volgarità, intesa come banalità, assenza di curiosità intellettuale, ricorso a luoghi comuni e stereotipi, cattive imitazioni di prodotti commerciali ed esasperato uso dei format d’acquisto. E dando alla pubblicità il giusto peso, ma non il predominio”.

Giornalista e scrittrice, esperta di politica ed economia dei mass media, Daniela Brancati è nota al vasto pubblico come ex-direttrice del Tg3, nel 1994. Prima donna a ricoprire questo ruolo in un telegiornale nazionale in Italia, Daniela Brancati ha diretto nel 1991 il VmGiornale, dell’emittente a target giovane adulto del gruppo Marcucci, e l’Ufficio Informazione della Rai a Bruxelles, occupandosi in particolare dell’inserimento nel V programma quadro dei finanziamenti alle tecnologie digitali satellitari.

 

 

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