Nigeria, rapite altre otto ragazzine: è un incubo

Indifese. Giovani, anzi giovanissime, "prese di porta in porta, con la forza" e portate via. Verso un destino che potrebbe vederle "vendute" per poche decine di dollari, rese "schiave", forzate al matrimonio. In Nigeria e’ ormai un incubo. Dopo il rapimento delle giovani liceali, rivendicato dai Boko Haram che ‘promette’ di cederle "sul mercato", la notizia di un nuovo sequestro di altre otto ragazzine in un villaggio dello stato nigeriano di Borno, getta il terrore nel paese. Con gli abitanti che lanciano il loro grido di paura: "temiamo che tornino, che prendano altre nostre figlie, non sapremo come fermarli".

Mentre si rincorrono nel mondo, gli appelli, gli atti di condanna e una mobilitazione che ha visto anche Malala lanciare una campagna Twitter – con l’hastag #BringBackOurGirls -, in campo scende anche Angelina Jolie che parla di "crudelta’ inimmaginabile". E l’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu che punta il dito contro gli autori dei ‘sequestri’ delle ragazzine parlando di "ferma condanna". Mettendo in guardia gli autori dei rapimenti, alla luce del video in cui Boko Haram annuncia la loro "vendita", che la schiavitu’ non solo e’ "assolutamente" vietata dal diritto internazionale. Ma che, in alcuni casi, implica l’accusa di "crimini contro l’umanita”. Del caso delle ragazze nigeriane, a partire da quelle 233 liceali prelevate a fine aprile e ancora nelle mani dei Boko Haram, ne hanno parlato oggi a Vienna – a margine della riunione del Consiglio d’Europa sull’Ucraina – anche il ministro degli Esteri Federica Mogherini (che ieri ha sollecitato un intervento dell’Ue) ed il ‘collega’ russo Serghei Lavrov, per un intervento che porti alla liberazione delle giovani.

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha definito intanto "disgustoso e immorale" il gesto dei ribelli islamici e ha offerto l’assistenza del Regno Unito alle autorita’ della Nigeria. E condanna arriva anche dal mondo islamico. Con Al Ahzar, la piu’ prestigiosa istituzione teologica sunnita, che ha chiesto ai militanti di Boko Haram di rilasciare immediatamente le studentesse, sottolineando che il sequestro "e’ totalmente contrario agli insegnamenti dell’Islam ed ai suoi principi di tolleranza".

Nelle ultime tre settimane sono state oltre 250 le ragazze ‘prelevate’ in Nigeria: delle oltre 270 liceali prese a scuola il 14 aprile scorso, 53 sono riuscite a scappare ma 233 sono ancora nelle mani di Boko Haram. Il gruppo integralista non solo ha confermato di essere l’autore del ‘ratto’ ma ha anche diffuso, ieri, un video di quasi un’ora in cui annuncia che "saranno vendute sul mercato". Come schiave o date in spose per forza, in cambio di 12 dollari l’una. E circolano indiscrezioni secondo le quali le ragazze sarebbe state gia’ portate all’estero, in Camerun o il Ciad.

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