Nigeria, domenica di sangue: attacchi a 3 chiese, 7 cristiani e 20 musulmani uccisi

Ennesima domenica di sangue in Nigeria per i cristiani e musulmani. L’esplosione di alcuni ordigni ha devastato tre chiese nello stato settentrionale di Kaduna causando almeno 7 morti. Il triplice attentato ha innescato rappresaglie contro i musulmani, la maggioranza nel nord del Paese. Testimoni raccontano di misure di giustizia sommaria, che avrebbero causato almeno 20 morti.

Il triplice attentato non e’ stato rivendicato ma ha le stesse modalita’ di quelle delle ultime domeniche, opera dei fondamentalisti islamici dei Boko Haram.   

Due esplosioni hanno colpito le chiese nella citta’ di Zara a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Prima un kamikaze a bordo di una Honda imbottita di esplosivo si e’ schiantato contro la chiesa scatenando un incendio e danneggiando gravemente l’edificio "Qui sono morte tre persone. Altre (ferite) sono state ricoverate in ospedale", ha raccontato il reverendo Nathan Waziri. Poco dopo miliziani hanno lanciato granate contro un’altra chiesta uccidendo 4 bambini che stavano giocando all’esterno. Secondo una testimone oculare, Deborah Osagie, gli autori dell’attacco sono stati circondati dalla folla dei fedeli e sono stati linciati.

Un’esplosione ha colpito una terza chiesa nella citta’ di Kaduna, dove si teme ci possano essere altre vittime, ha riferito l’Agenzia Nazionale per la gestione delle Emergenze. Anche qui l’ira dei cristiani li ha indotti a fermare le auto dirette a sud verso la capitale Abuja, tirando fuori dai veicoli i musulmani uccidendoli sul posto.

MALAN (PDL), ITALIA OTTENGA PRESA DI POSIZIONE UE "Nonostante il tentativo di alcuni di parlare di ‘normali’ fenomeni di odio etnico, quel che avviene in Nigeria e’ un tentativo di imporre una religione a forza e allo stesso tempo una testimonianza emblematica delle persecuzioni anti cristiane nel mondo. Il ministro Giulio Terzi nei giorni scorsi ha fatto affermazioni forti e chiare, ora tempo di ottenere dalla Unione Europea una presa di posizione altrettanto forte, perche’ le parole della Carta dei diritti fondamentali della Europa non siano mera retorica". Lo afferma Lucio Malan del Pdl.  
 

 

 

 

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