Neve a Roma e figuracce – di Roberto Pepe

Qualche anno fa si registrarono estati torride perfino nel Nord Europa. In Inghilterra, mi ricordo, ebbero dei gravi problemi, in quanto tutti quei verdi prati nei quali sono immerse le cittadine, che generalmente sono irrigati dalle frequenti pioggerelline, si erano drammaticamente ingialliti ed i numerosissimi canali che solcano quei luoghi scarseggiavano d’acqua, rendendo questa putrida e piena di vari roditori e ratti che si moltiplicavano a dismisura. Gli inglesi non sopportando l’afa non riuscivano ad affrontare il lavoro nel pomeriggio. Mi chiesero, finalmente, toccati dal problema: ma voi come fate che non avete questa nostra pioggia? “Per i prati, ci organizziamo con sistemi d’irrigazione automatica ed in ufficio abbiamo i condizionatori!”, risposi, quasi stupito dall’ovvietà del problema.

Questo per controbattere quelli che dicono che in Germania e Norvegia funziona tutto d’inverno! Se Alemanno, però,  avesse detto ai romani: "nevica ogni trent’anni, volete che attrezziamo (spendendo un’enormità di soldi vostri) un costosissimo parco attrezzature  contro la neve, che, tra l’altro, tenuto fermo in deposito diventa obsoleto? Oppure ci arrangiamo alla meno peggio quella settimana di bufera trentennale?". Se i suoi strapagati consulenti  tecnici e psicologi della comunicazione, avessero detto questo, riconoscendo una logica ed ovvia approssimazione, invece di fare quella pietosa, infantile figuraccia con l’orrenda diatriba con la Protezione civile, il Sindaco di Roma Capitale ne sarebbe uscito da signore, perché i romani sono lamentosi, ma avrebbero capito l’antifona! E sarebbero stati loro, i romani, a dare la colpa eventualmente allo “Stato” dei mancati aiuti “professionisti”.

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