Neutrini, Altalena di risultati nel ‘dna’ ricerca

I neutrini superveloci sono in buona compagnia. Per esempio, uno degli esperimenti piu’ importanti della fisica contemporanea, quello di Michelson e Morley dal quale tutti nel 1887 si aspettavano la conferma definitiva della teoria dell’etere, non porto’ affatto al risultato sperato. E sempre in materia dei neutrini, il loro ‘trasformismo’, ossia la capacita’ di trasformarsi da un tipo in un altro, e’ rimasta controversa per 30 anni.

‘Quello di Michelson e Morley e’ stato un risultato strabiliante: tutti si sarebbero aspettati la dimostrazione dell’esistenza dell’etere e invece non successe niente’, osserva il fisico Luciamo Maiani, ex direttore generale del Cern. Certamente, aggiunge, sia questo caso sia quello dell’oscillazione dei neutrini non mettevano in crisi le colonne della fisica, come avrebbe fatto la dimostrazione che e’ possibile superare la velocita’ della luce.

Prima di convincersi dell’esistenza dell’oscillazione dei neutrini ci sono voluti 30 anni, rileva il responsabile dell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), Dario Autiero. I primi dati erano stati raccolti nel 1968, ma da allora e’ cominciata una vera e propria altalena di dati che si e’ conclusa soltanto nel 2002. ‘La storia della fisica – prosegue – e’ disseminata di moltissimi risultati controversi, alcuni molto poco noti al pubblico. Altri effetti hanno rivelato delle anomalie successivamente sparite: se ne vedono tutti gli anni, ma fa veramente parte del nostro mestiere cercare di capire. Certamente non bisogna cercare solo quello che ci si aspetta di trovare’.

Anche per Maiani ‘di risultati eclatanti successivamente smentiti ce ne sono tanti – prosegue Maiani – e puo’ succedere, a volte, di prendere lucciole per lanterne quando si esplora un campo nel quale nessuno e’ mai passato. Di effetti contrati al credo del momento se ne possono vedere tantissimi: fa parte del mestiere’. E’ successo, per esempio, anche nella dimostrazione dell’effetto fotoelettrico, ossia l’emissione di elettroni da una superficie metallica colpita da una radiazione elettromagnetica. Oppure con la cosiddetta ‘violazione della simmetria CP’, ossia il fenomeno grazie al quale la natura mostra una netta preferenza per la materia rispetto all’antimateria. ‘Quest’ultima teoria – conclude Maiani – e’ stata molto difficile da digerire, ma non era in contrasto con i principi basilari della fisica’.

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