Ncd, Quagliariello a Bondi: leadership straordinaria non basta

"Nella sua lettera ho rivisto i nodi di fondo degli ultimi anni di comune militanza. Da una parte vi era chi, come lui, vedeva in Silvio Berlusconi l’esclusivo comune denominatore di una pluralità di storie e sensibilità. Dall’altra chi riteneva che, ancorché straordinaria, per farsi progetto politico una leadership ha bisogno di un partito e soprattutto di idee e principi che esistevano ieri, esistono oggi, esisteranno domani". Così Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, in una lettera a La Stampa in risposta a quella di ieri di Sandro Bondi.

"Non si tratta di essere laici o cattolici – aggiunge -, mangiapreti o baciapile. Si tratta di riempire le etichette di contenuti e far sì che siano i contenuti a separare il centrodestra dalla sinistra, la propria parte dalla parte avversaria, con la quale si può condividere un governo d’emergenza ma che bisogna ambire a tornare a sfidare senza subalternità. Il ragionamento di Bondi incarna invece il vero rischio in cui incorre chi ha creduto che una leadership eccezionale fosse tutto: il rischio di riempire il niente affidando ciò che resta del vecchio centrodestra a un modernizzatore talmente di sinistra da aver traghettato il suo partito nel Pse. Noi a questa prospettiva non ci siamo arresi. Non ci siamo rassegnati all’idea che la sola alternativa possibile sia quella tra Renzi e Grillo. Crediamo che il centrodestra meriti un partito come casa, dei principi come guida e un leader che guardi al futuro; che ci sia una stagione, dopo".

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