Natale e Capodanno a Santo Domingo, le tradizioni dominicane

Natale arriva presto nella Repubblica Dominicana. A partire dal 10 di ottobre cominciano a sentirsi, in alcune emittenti radiofoniche, la canzoni natalizie. Le istituzioni pubbliche e private, dall’inizio di dicembre, cominciano a dar vita alla festa di Natale di impiegati ed impiegate, dove questi si ritrovano, ballano, partecipano a sorteggi di premi e, inoltre, si preparano pranzi e cene. Poi si dipingono e decorano case ed edifici per creare l’ambiente adatto. Una festa fa seguito all’altra, e in dicembre è un costante festeggiare tra amici e familiari. I dominicani che vivono all’estero tornano a casa carichi di regali per tutti.

Come in tutto il mondo anche in questo angolo dei Caraibi, a Natale, si mescolano tradizioni religiose e pagane. Quando tutto è pronto, la notte della Vigilia si trascorre con i familiari più stretti.
Non può mancare la “cena della Vigilia” con la “telera” (pane dalle misure un po’ più grandi del solito e che misura circa un metro), il maiale arrosto allo spiedo, lo zampone al forno, il tacchino, il pollo e il riso scuro di “guandule” hanno il loro spazio sulla tavola così come le caramelle ed i dolci, la frutta come mele e uva.

Il maiale allo spiedo è tipico del Cibao (zona Nord del Paese), il tacchino ripieno di San Juan de la Maguana e San José de Ocoa e la pasta in foglie (una specie di impasto di platano, banane verdi o yautía, ripiena di carne, che si avvolge in foglie di platano legato con un filo) sono originari dell’est, però il loro consumo si è generalizzato in tutta l’isola. Altro piatto che non manca mai è la colorata “insalata russa”, a base di vegetali bolliti, uova, maionese e frutta.

Prima o dopo la cena di Natale alcune persone bruciano incenso per purificare il Corpo o allontanare gli spiriti maligni, altri fanno un bagno di foglie.

La principale tradizione religiosa, comune a tutto il mondo cattolico, è la “Messa del Gallo o dei Pastori”, che si celebra ogni 25 dicembre, a mezzanotte, o poco prima. La tradizione delle “strenne” consiste nel riunirsi con gli amici e andare cantando strofe natalizie di casa in casa. Si interpretano a ritmo di tamburo, guira e fisarmonica; le persone che cantano in queste feste sono ricevute con giubilo dai vicini che offrono loro te di ginepro, cioccolata calda, caffè, biscotti, pane, ecc.

Dall’inizio di dicembre, e fino all’ultimo giorno di lavoro di questo mese, nelle imprese, istituzioni, scuole e collegi è abitudine intercambiare regali tra compagni di lavoro, regali che sono conosciuti col nome di “angelitos”. Secondo questa tradizione si scrive il nome di tutte le persone su pezzetti di carta che saranno poi distribuiti tra i partecipanti e fino alla fine il segreto è conservato. Così a ogni persona tocca un “angelito” che segretamente le lascerà un regalo ogni giorno, ogni settimana o nei giorni stabiliti, fino all’incontro, festa o ballo finale di interscambio, dove l’identità dell’“angelito” viene rivelata.

Nelle strade gruppi musicali si esibiscono interpretando canzoni natalizie in cambio di contributi economici; visitano i negozi ed i luoghi di divertimento e, in altri casi, rallegrano feste. Il “perico ripiao” si sente anche durante tutto l’anno nelle città ed in campagna, peró in modo particolare ha un gran seguito nella zona del Cibao o in zone di montagna. Si distingue per la voce stridente del cantante, che sovrasta la musica; ha un ritmo veloce e si balla nello stesso modo. Gli strumenti musicali che si utilizzano sono la guira, il tamburo e la fisarmonica.

All’arrivo della mezzanotte del 31 dicembre, al colpo di cannone, che indica l’arrivo dell’anno nuovo, tutti si uniscono in un abbraccio di allegria, festeggiando la fine dell’anno vecchio e l’arrivo del nuovo. Con l’arrivo di quest’ultimo, in tempi passati si usava eliminare dalla casa le cose vecchie e lavare con attenzione tanto la casa come i pavimenti. Si approfittava per pulire gli armadi ed i guardaroba, disfarsi dei vestiti vecchi e sostituirli con i nuovi. Si dice anche che dipingere la casa porti buona fortuna. Il 1 gennaio era abitudine vestire le bambine di giallo, però questa tradizione è decaduta.

Dopo Natale e Capodanno, arriva la celebrazione del giorno dei Re Magi, il 6 di gennaio. I bambini e le bambine aspettano questo momento per vedere che regalo riceveranno dai Re Magi. A questo proposito scrivono lettere e preparano regalini e li piazzano in determinati luoghi. La tradizione di questa festa consiste nel fatto che i bambini, quando si sveglieranno nel giorno dei Re Magi, troveranno nel luogo che hanno scelto i regali che avevano richiesto.

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