Nasce il Pentagono italiano

Il ministro della Difesa Pinotti: “Prevediamo entro il 2024 di ridurre gli organici di 40 mila militari e 10 mila civili: una trasformazione che nessuna pubblica amministrazione finora ha tentato”

Il “Pentagono italiano”, che sorgerà nella periferia romana, sarà il simbolo della nuova idea di Difesa, in cui ufficiali di Esercito, Marina, Aeronautica lavorano insieme per mettere sul campo una forza integrata. Il complesso di edifici prenderà forma insieme alla rivoluzione di comandi e reparti varata dal Consiglio dei ministri, che adesso passa al vaglio delle Camere, e della quale parla il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in una intervista a Repubblica: “Abbiamo presentato una prima richiesta all’interno del budget per le infrastrutture previsto dalla Legge di stabilità. A Centocelle abbiamo già trasferito dal centro storico le 1500 persone della Direzione generale degli armamenti e lì c’è il Coi, il comando operativo che gestisce tutte le missioni all’estero e in Italia E lì si è pensato di costruire la struttura con i vertici di tutte le forze armate. Spazi e cubature sono disponibili, abbiamo ipotizzato strade e infrastrutture. Non c’è dubbio che stare tutti insieme consente di pensarsi come un insieme e avere quelle continue relazioni che devono esistere tra le forze armate. E ci sarà un risparmio nella gestione, oltre alla possibilità di immettere sul mercato immobili di pregio”.

Sottolinea anche che “prevediamo, in base alla legge 244, entro il 2024 di ridurre gli organici di 40 mila militari e 10 mila civili: una trasformazione che nessuna pubblica amministrazione finora ha tentato”. Poi precisa che si punta ad avere un 40 per cento di militari con contratti a tempo determinato mentre oggi sono soltanto il 18 per cento: “Abbiamo bisogno di soldati giovani ma non vogliamo creare un precariato militare. La chiave sta nell’arruolare persone a 19-20 venti anni, offrirgli un pacchetto formativo importante per sette anni della loro vita, insegnando lingue e professionalità, dotandoli di brevetti qualificati. Se si ritroveranno sul mercato a 26-27 anni non sarà difficile trovare un’altra occupazione anche perché ci impegniamo a costruire nuove opportunità di lavoro anche con percorsi legislativi”.