Napolitano-pm, Procura: infondata azione verso inquirenti

‘L’irresponsabilita’ del Presidente della Repubblica non e’ solo giuridica, e’ anche politica’ ed e’ per questo ‘sostanziale e permanente’. Niente affatto, risponde la controparte: l’irresponsabilita’ del Capo dello Stato ‘non e’ totale’, e’ ‘eccezionale’ e per altro il tema dell’irresponsabilita’ del Presidente ‘e’ irrilevante’ in questo caso, in cui pesa molto di piu’ il fatto che l’azione sia promossa non nei confronti di giudici, ma nei confronti di pm che non hanno il potere di distruggere intercettazioni. Si muovera’ su questi due piani opposti il confronto tra l’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il Presidente, e i legali della Procura di Palermo nell’udienza del 4 dicembre in Corte Costituzionale per il conflitto tra poteri dello Stato sollevato da Giorgio Napolitano. Al centro, quattro telefonate con l’ex ministro Nicola Mancino incidentalmente intercettate quando i pm di Palermo che indagano sulla presunte trattative Stato-mafia avevano messo sotto controllo le utenze di Mancino.

Oggi, allo scadere dei termini, le parti hanno depositato in Consulta le memorie illustrative in cui motivano le proprie richieste. Nessun commento dal Colle, che si limita a precisare che dal Quirinale non e’ uscita alcuna anticipazione sulla memoria ‘per correttezza e rispetto nei confronti della Corte Costituzionale in vista dell’udienza’. E’ chiaro comunque che l’Avvocatura, nel documento di oltre 30 pagine firmato dall’avvocato generale dello Stato Michele Giuseppe Di Pace, e dagli avvocati Gabriella Palmieri e Antonio Palatiello, rafforza e puntualizza la linea difensiva adottata e chiede alla Corte di dichiarare che la Procura di Palermo non doveva omettere la distruzione delle intercettazioni. Sul fronte opposto il collegio difensivo della Procura di Palermo, costituito dai professori Alessandro Pace, Mario Serges e Mario Serio, fa leva proprio su questo aspetto per chiedere che sia riconosciuta l’infondatezza del ricorso e ribadire che ‘la Procura ha agito nel pieno rispetto delle norme’ e non ha leso le attribuzioni del Presidente. Un ricorso – si legge nella memoria – diretto ‘non gia’ nei confronti dell’autorita’ giudiziaria giudicante, alla quale per esplicita ammissione della stessa Avvocatura spetta in via esclusiva il potere di disporre la distruzione di intercettazioni’, ma alla Procura ‘che di quel potere – per espresso riconoscimento dell’Avvocatura – non dispone’.

C’e’ poi l’aspetto delle tutele del Capo dello Stato e della sua irresponsabilita’ per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni. Ma qual e’ questo perimetro? Se per l’Avvocatura il contorno e’ ampio, perche’ e’ come se il Presidente non si svestisse mai delle sue funzioni e quindi delle sue prerogative tutelate dall’art. 90 della Costituzione, per la Procura cosi’ facendo si estende ‘l’irresponsabilita’ del Capo dello Stato fino a farla coincidere con una sua pretesa inviolabilita” e si cade in un ‘equivoco’. Fermo restando che nel giudizio in questione il tema della irresponsabilita’ del Capo dello Stato per i reati funzionali e’ irrilevante, perche’ questo aspetto non e’ mai stato preso in considerazione, ‘nemmeno ipoteticamente’, dai pm di Palermo – scrivono i legali di questi ultimi – l’interpretazione da dare all’art. 90 conosce dei limiti e l’irresponsabilita’ del Capo dello Stato non e’ ‘totale’, ma ha carattere ‘eccezionale’, ‘come ha riconosciuto la stessa giurisprudenza della Corte costituzionale’. Inoltre ‘l’irresponsabilita’ politica costituisce allo stesso tempo il fondamento costitutivo e il limite insuperabile dell’irresponsabilita’ giuridica’. Quindi, un atto extrafunzionale che ‘non richiede alcuna garanzia di irresponsabilita’ politica del Presidente, non puo’ specularmente invocarsi alcuna forma di irresponsabilita’ giuridica’. Infine allegati alla memoria della Procura di Palermo, due articoli di Repubblica: entrambi riguardano alcune telefonate tra Napolitano e l’ex capo della Protezione civile Bertolaso intercettate casualmente un paio di anni fa dai pm di Firenze che indagavano su G8 e appalti.

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