Napolitano a Caprera: Garibaldi eroe che si seppe fermare

(08072011-MM9)- LOVENO DI MENAGGIO (COMO) 08/07/2011 - INCONTRO TRA I PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA ITALIANO GIORGIO NAPOLITANO E TEDESCO CHRISTIAN WULFF CON UNA DELEGAZIONE DI STUDENTI ITALIANI E TEDESCHI SUL TEMA -IL FUTURO DELL'EUROPA- NELLA FOTO GIORGIO NAPOLITANO. FOTO FEDERICO GREGO/ {TM News - Infophoto} --------------------------------------------------------------------------- POLITICA GIORGIO NAPOLITANO

Una ‘figura straordinaria’, un eroe nazionale’ attorno al quale ‘fu costruita l’unita’ nazionale’. Ma soprattutto un uomo che ancora oggi deve essere di esempio a tutti nella sua perfetta incarnazione di ‘volonta’ determinata’, costruita sul rarissimo dono del ‘saper riconoscere i limiti del suo ruolo’. Ecco Giuseppe Garibaldi nelle parole di Giorgio Napolitano che oggi a Caprera ha voluto – forse non a caso – dare un ‘taglio’ ben preciso al ricordo dell’eroe dei due mondi, sottolineandone proprio questa non semplice capacita’ di sapersi fermare al limite del possibile pur di non compromettere l’opera compiuta, la difficile arte di ‘temperare il proprio orgoglio’ per non distruggere il sogno di un’Italia unificata, seppur diversa da come l’avrebbe voluta il sanguigno condottiero.

Sotto il sole di Caprera oggi il presidente non ha voluto mancare all’inaugurazione del memoriale dedicato a Garibaldi, un eroe tutto italiano che il mondo ci invidia e che in patria e’ ampiamente misconosciuto. Per questo il capo dello Stato ha apprezzato la profonda opera di restauro dell’ex forte Arbuticci in uno dei punti piu’ alti di Caprera con una spettacolare vista sull’arcipelago della Maddalena. Nell’isola e’ stato cosi’ creato il primo museo italiano interamente dedicato ad una figura storica ed e’ stato giusto che ad aprire le porte ad una soluzione museale nuova fosse proprio Garibaldi che nell’isola passo’ l’ultima fase della sua esistenza e vi mori’, nella casa che si trova poco sotto il forte.

Napolitano, riparato dal sole da un cappellino bianco con il tricolore, ha chiuso il suo breve saluto proprio riconoscendo a Garibaldi una straordinaria forza interiore che lo rese grande con l’azione e grandissimo con la rinuncia all’azione: poi l’unita’ d’Italia, ha ricordato, fu portata avanti ‘sotto la regia di Cavour’. E ‘queste erano allora le condizioni storiche in cui si pote’ compiere l’unita’ nazionale’, ha spiegato Napolitano intendendo che un passo in piu’ avrebbe potuto compromettere tutto.

Il memoriale a Garibaldi chiude di fatto il grande percorso delle celebrazioni per i 150 anni dell’unita’ d’Italia: contiene materiale appartenuto all’eroe dei due mondi e provenienti da diverse collezioni ma, soprattutto, si distingue per un ampio uso di materiali multimediali di grande impatto che portano per mano il visitatore a ricostruire l’intera avventurosa vita di Garibaldi. Il presidente ha molto apprezzato lo spazio espositivo e l’approccio nuovo che gli e’ stato dato ringraziando in particolare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo, che ha curato le celebrazioni per i 150 anni dell’unita’ d’Italia.

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