Mutui, -47% nei primi tre mesi del 2012-07-09

Crolla nel primo trimestre del 2012 l’erogazione di mutui. Il calo e’ a doppia cifra (-47%) e si accompagna anche all’ulteriore frenata del credito al consumo (-2,2% nel 2011 e -11% nei primi tre mesi del 2012). A scattare la fotografia e’ la 32esima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia in cui si evidenzia anche che, solo nel 2014, il credito al consumo dovrebbe tornare a crescere, pur se a ritmi modesti (+1,4%).

La ‘perdurante incertezza’ dettata ‘dalla crisi economica e finanziaria ancora irrisolta e da un clima di fiducia che resta su valori minimi’, si sottolinea nel rapporto, ha fatto precipitare anche il comparto dei prestiti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli erogati ai privati presso i concessionari che e’ passato dal -9,9% di fine 2011 al -19,8% del primo trimestre di quest’anno, scontando il crollo delle immatricolazioni. E la stessa cosa e’ avvenuta per l’arredamento, l’elettronica e gli elettrodomestici, con un giro di vite sui finanziamenti nel 2011 (-5,8%) e, soprattutto, nel primo trimestre 2012 (-11%).

Quanto ai prestiti per la casa sono, soprattutto, gli altri mutui (per ristrutturazione, liquidita’, consolidamento del debito, surroga e sostituzione) a subire una flessione netta: dopo il -24,9% del 2011, nei primi tre mesi del 2012la contrazione e’ dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Tale risultato e’ dovuto principalmente al crollo delle surroghe, operazioni naturalmente poco attraenti e, dunque, non richieste in fase di tassi in crescita. L’atteggiamento di massima cautela delle famiglie e’ testimoniato anche dalla bassa quota di mutui con Loan to Value ratio oltre l’80% dell’immobile finanziato che, nel 2011, ha riguardato appena il 5% circa dei flussi totali dopo l’11% raggiunto nel periodo antecedente la crisi e dall’aumento della quota di nuovi mutui con durata superiore a 26 anni (pari al 42% del totale). Inoltre, il clima di incertezza ha spinto a scegliere soluzioni e formule che tutelino contro eventuali futuri innalzamenti dei tassi: aumentano infatti le quote dei mutui a tasso misto e fisso (entrambe al 27% nei primi tre mesi del 2012), anche se circa il 50% delle erogazioni complessive (nel 2011 e il 46% nel primo trimestre 2012) risulta essere ancora a tasso variabile.

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