Mose, Lupi: ‘chi sbaglia paga, ma non si può bloccare tutto’. Civati, ‘si torni al voto’

Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, intervistato da La Repubblica interviene sulle vicende legate al Mose: "chi sbaglia paga, ma non possiamo bloccare il Mose. Non possiamo buttare via 4 miliardi già spesi tenendo a mente il suo scopo: salvare Venezia".

Lupi spiega come intende affrontare il tema della legalità: "innanzitutto bisogna rendere tutti gli appalti trasparenti pubblicando online chi se li aggiudica, quali sono i tempi e i costi per la loro realizzazione". Poi, secondo il rappresentante dell’esecutivo, si deve: "accelerare sulla revisione del codice degli appalti, eliminare burocrazia e lentezza". "Solo così elimini le procedure eccezionali che derivano dai ritardi e favoriscono la corruzione".

Sulle proposte del ministro Orlando di reintrodurre il falso in bilancio e il reato di autoriciclaggio, Lupi dice: "vedremo le proposte, se saranno corrette le appoggeremo".

Intanto nel Pd torna a farsi sentire Pippo Civati, tra le anime critiche del partito, che intervistato da Italia Oggi spiega che è davvero inutile perdere tempo con le larghe intese, "pappe trasversali, quando poi ogni settimana scoppia un caso giudiziario che investe questo o quel partito, con conseguente esplosione della legittima indignazione: si deve tornare a votare".

Civati cita i casi dell’Expo a Milano e del Mose a Venezia, con il loro carico di presunte tangenti e di arresti eccellenti. "La politica italiana ha smesso di riflettere sul potere. Non è solo una questione di legge, ma anche di scelta delle persone. E di trasparenza sui finanziamenti ai politici. Per venirne fuori serve un repulisti, un ritorno immediato al voto per tagliare di netto con il passato".

Secondo Civati il voto “converrebbe anche a Renzi. Per cambiare per davvero, con una classe politica selezionata in modo meritocratico, con standard molto più alti e trasparenti, lontano da certe consorterie". Per Civati, insomma, "serve un repulisti, è indispensabile per non far passare l’immagine che tutta la politica è sporca, perché non è cosi".

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