Mose, Cacciari: mai chiesto favori personali

Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, in una intervista al Corriere della Sera dà la sua versione dei fatti nel suo presunto coinvolgimento nella vicenda del Mose: "Mica l’ho fatto una volta sola, di chiedere un intervento a Giovanni Mazzacurati e al Consorzio Venezia Nuova. Se ho bisogno di chiedere aiuto per un’impresa che sta fallendo da chi vuole che vada, dal mendicante di Rialto? Sono cose ufficiali, le mie", "io non ho mai chiesto favori personali, ma solo interventi per aziende in crisi o per faccende di interesse locale, come la squadra di calcio. Facevo il mio mestiere di sindaco". "La gente mi conosce, e sa bene come sono andate le cose, allora e oggi".

"Ho scritto a Mazzacurati, ad altre associazioni cittadine, ho chiesto aiuti anche all’Eni, con cui baruffavo un giorno sì e l’altro pure per via di Porto Marghera. Sicuramente nel 1996 chiesi in modo del tutto trasparente a Mazzacurati di aiutarmi a ricordare come si deve l’alluvione di trent’anni prima" e lui non ha "mai cacciato una lira, a mia memoria. E non ci vuole molto a capire perché. Non aveva interesse a farlo".

"Sento odore di ridicolaggine e di piccole vendette personali da parte dei meschini di sinistra. Come si fa a dare retta a simili boiate?", "il mio caso è molto diverso da quello del patriarca Scola e da Enrico Letta", "anche se Letta era tra quelli del centrosinistra nazionale che non mi hanno mai dato ascolto sul Mose, come Prodi e D’Alema".

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