Morosini, a Bergamo l’ultimo saluto: folla commossa

Piermario Morosini e’ tornato nella sua Bergamo, nel quartiere del Monterosso ai piedi delle colline, dove era cresciuto e aveva tirato i primi calci al pallone, prima di essere notato dall’Atalanta. Attorno alle 21.20, la salma del calciatore e’ stata accolta vicino allo stadio da un migliaio di tifosi nerazzurri, che si erano radunati nei pressi della curva Nord gia’ poco dopo le 20, restando in silenziosa e composta attesa. Con loro c’erano anche l’allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono, Stefano Percassi, il figlio del presidente, e Pierpaolo Marino, direttore tecnico.

Gli ultra’ nerazzurri hanno esposto bandiere a mezz’asta e un grande striscione: ‘Piermario per sempre nei nostri cuori’.

Quando l’auto funebre e’ arrivata in viale Giulio Cesare e’ partito un lunghissimo applauso, tra la commozione generale.

Un tifoso ha deposto una corona di fiori sulla vettura, che poi e’ ripartita verso la vicina chiesa parrocchiale di Monterosso, distante circa un chilometro. Come previsto, il corteo dei sostenitori nerazzurri si e’ accodato e l’ha seguita fino alla camera ardente, che aprira’ domani mattina alle 9 per consentire agli amici e a tutti i tifosi di rendergli l’ultimo omaggio. I funerali del centrocampista del Livorno saranno celebrati giovedi’ mattina alle 11: sono attese migliaia di persone.

Il feretro del calciatore era partito questa mattina da Pescara, accompagnato dalla fidanzata Anna e dagli amici piu’ stretti di Piermario. Prima di arrivare a Bergamo, l’auto funebre era passata dallo stadio di Livorno, dove aveva effettuato un giro di campo davanti ai tifosi amaranto.

Poi l’ultimo ritorno a Bergamo, la sua citta’, cui Morosini era rimasto legatissimo. Appena era libero da partite e allenamenti tornava al Monterosso, dove aveva mantenuto la casa dei genitori scomparsi. Il ‘Moro’ era molto conosciuto nel quartiere e soprattutto all’oratorio, che aveva continuato a frequentare. Proprio nel campetto dell’oratorio aveva iniziato a giocare a calcio. Poi, quando aveva solo 7 anni, l’Atalanta lo aveva ‘prelevato’ e avviato alla carriera professionistica, finita in modo tragico nel crudele pomeriggio di Pescara.

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