Moriremo democristiani – di Margherita Genovese

©Daniele Del Castillo/Lapresse 09-01-08 Casini: «Mia figlia ama un comunista» Il leader Udc al settimanale «Chi» sul fidanzato di Benedetta: «Legge il manifesto, che devo fare?» Nella foto : Pierferdinando Casini foto di repertorio - ©Daniele Del Castillo/Lapresse 09-01-08 Casini: ÇMia figlia ama un comunistaÈ Il leader Udc al settimanale ÇChiÈ sul fidanzato di Benedetta: ÇLegge il manifesto, che devo fare?È Nella foto : Pierferdinando Casini foto di repertorio - Fotografo: LAPRESSE

Addio bipolarismo, bentornata Prima Repubblica: la maschera pulita di quel Casini figlio e padre dell’opportunismo democristiano merita il primo premio nel carnevale della politica.

Ha visto giusto Fini, sempre disposto a perdere la sua di faccia, mettendosi a pulire le scarpe prima al Berlusca poi al bel Pier, pur di mantenere il suo stato occupazionale di lavoratore dipendente della politica. Non ha visto giusto il Cavaliere, quando ha imbarcato i dinosauri della Dc (e le belle donne dello spettacolo), pensando a torto che potessero fare con lui il salto di qualità.

Chi nasce quadrato, non può morire rotondo, e il refrain tormentone che ha ripetuto fino alla nausea Casini "nè di qua nè di là" alla fine è vincente, perchè rappresentativo di tutti quegli italiani, e sono tanti, che non votano secondo coscienza del bene futuro, ma secondo convenienza personale del momento.

L’ultimo slogan portato ieri con enfasi sul palco della piazza è l’apoteosi del compromesso storico di antica iattura: "Senza il Pd non si ricostruisce il Paese", ha tuonato il rappresentante più accreditato del Ppe, che in nome del fantomatico Ppe all’italiana prepara la ciurma che affosserà il governo e darà finalmente lustro al Paese che non c’è.

Pensare a una collaborazione, a una unità di intenti capace di fermare il gioco al massacro dei grandi speculatori? Macchè, nessuna salvezza per la patria se non si torna da dove siamo partiti! Questa è l’Italia dei senza vergogna, altro che l’Italia berlusconiana!

Meno male che con Papandreu dimissionario il destino che si augurano per il nostro premier non sarà più quello di Gheddafi, ma speriamo quello del leader greco!

Perchè la furia dei  violenti scatenati dopo la resa dei conti nel Palazzo potrebbe manifestarsi nelle forme barbare che abbiamo visto in Libia.

Vedremo, dopo la fine del Partito dell’Amore, cosa saprà fare quello dell’Odio!

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