Monti, settimana decisiva: lavoro, Imu e Rai

Un Consiglio dei ministri dedicato a temi importanti come la delega fiscale e all’azzeramento del beauty contest, tanto temuto dall’azienda di Silvio Berlusconi. Un vertice con i leader di maggioranza per discutere di crescita, trovare un accordo definitivo sul ddl lavoro e parlare dei nodi della Rai, dell’Imu e degli esodati. Una seconda riunione del governo con all’ordine del giorno il Documento di Economia e Finanza (Def) che certifichera’ il peggioramento delle prospettive economiche. Sara’ una settimana impegnativa per Mario Monti, soprattutto sul fronte del rapporto con partiti sempre piu’ nervosi in vista di un voto per le amministrative su cui, almeno stando ai sondaggi, spira forte il vento dell’antipolitica. Per non parlare dei mercati che riaprono domani e potrebbero riservare nuove brutte sorprese al professore.

Il presidente del Consiglio partecipera’ lunedì mattina ad una conferenza organizzata dall’Aspen Institute a Villa Madama dall’impegnativo titolo "I protagonisti italiani all’estero". Tornera’ poi a palazzo Chigi dove e’ in programma una riunione ristretta con i ministri economici. Incontro che pero’ a palazzo Chigi derubricano a ‘consueta riunione settimanale’. Nel tardo pomeriggio professore presiedera’ il Cdm dedicato alla delega fiscale. Nel testo dovrebbe trovare spazio l’istituzione di un fondo in cui convogliare le risorse recuperate dall’evasione. Ma anche su questo il ministro Passera ha smorzato facili entusiasmi. Sia sui tempi della sua entrata in vigore (inevitabilmente lunghi visto lo strumento legislativo usato), sia sulla destinazione delle risorse per tagliare le imposte, visto che il fondo potrebbe essere usato anche per stimolare la crescita o ridurre il debito. Cio’ che Passera non dice e’ che Vittorio Grilli, sostenuto dal premier, per ora non ha nessuna intenzione di immettere risorse nel fondo per paura che parta l’assalto alla ‘diligenza’.

Sempre lunedi’ il ministro dello Sviluppo Economico portera’ all’attenzione dei suoi colleghi il provvedimento per azzerare il beauty contest e introdurre l’asta per le frequenze tv. Intervento apertamente osteggiato da Mediaset e del suo proprietario: Silvio Berlusconi. Tema che potrebbe aumentare l’irritazione del Pdl, gia’ sul piede di guerra sul fronte del lavoro. Alfano, martedi’, partecipera’ insieme agli altri leader della maggioranza (Bersani e Casini) alla cena organizzata da Monti allo scopo di stemperare le tensioni fra (e con) i partiti e cercare di siglare un nuovo patto che porti il governo fuori dalle secche in cui si sta impantanando, anche a causa delle difficolta’ crescenti dei partiti che, in vista dell’imminente voto, come ha detto il leader del Pd devono in qualche modo rispondere allo scontento del Paese.

Un modo per farlo e’ sicuramente quello di far ripartire l’economia. Con ABC il capo del governo discutera’ principalmente di questo. Ascoltera’ le proposte dei leader e ribadira’ le sue convinzioni: ricette magiche o ‘ideone’ (per usare l’espressione di Passera) non ce ne sono, l’unica soluzione e’ realizzare il prima possibile il pacchetto di riforme del governo, a cominciare da quella sul lavoro. Sul ddl e’ ormai chiaro che Monti e’ aperto ad un miglioramento del testo, soprattutto sul fronte della flessibilita’ in entrata.

Parte delle richieste del Pdl (e di Confindustria) potrebbero quindi essere accolte, a condizione che non venga messo in dubbio l’equilibrio complessivo della riforma (a cominciare dal compromesso sull’art. 18). Ma nel menu’ della cena ci saranno anche altri temi scottanti: dal futuro della Rai che, come ha confermato Passera, sara’ affrontato coi leader, al nodo degli esodati, su cui il Pd chiede soluzioni rapide. Passando per la ‘grana’ Imu, su cui il governo e’ aperto alla rateizzazione chiesta dal Pdl, purche’ non penalizzi i comuni e non modifichi i saldi. Questioni delicate che rischiano di ostacolare quel rinnovato ‘patto’ politico auspicato dal premier. Comunque vada l’incontro, il giorno successivo (mercoledi’) ci sara’ un nuovo Cdm per il varo del Def. A palazzo Chigi smentiscono che dietro lo slittamento del documento che certifichera’ il peggioramento dei dati sul Pil vi siano ragioni politiche. Resta pero’ il sospetto che il vertice coi leader possa avere una qualche influenza sull’odg della riunione.

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