Monti, la riforma del Catasto. E i tagli alla politica? – di Andrea Di Bella

Che non sarà un’altra stangata è una bugia bella e buona, ma a Palazzo Chigi quasi giurano sulle proprie madri, quindi tocca credergli. E proprio come il Governo ci ha abituati, verranno toccati dalle ingannevoli manovrine dell’Esecutivo tecnico soltanto gli italiani onesti, quelli che hanno sempre dichiarato il vero, anche se con un sistema obsoleto, se vogliamo. Niente promesse su case abusive intercettate, niente di niente.

Andare a toccare, a tassare, a rivalutare tutto quello che è ben visibile e che riguarda quanti più cittadini possibile è la vera missione di questo Governo, che non è stato incaricato dal Capo dello Stato per agire come un vero Esecutivo politico (mi piace crederlo), ma da Governo di emergenza in un momento di crisi che – lo puntualizzo ancora – non ha avuto nell’Italia lo Stato Sovrano causa della debacle finanziaria.

Ed ecco che Mario Monti si accinge a mettere mano al Catasto. Ma cosa volete mai possa centrare la rivalutazione degli estimi catastali, dei beni immobili degli Italiani, con le attuali vere esigenze del Paese in fatto di economia? I tagli, signor Presidente. I tagli sono l’unica vera pecca di questo Esecutivo fantoccio delle banche e abusivo in fatto di democrazia. I tagli alla politica, agli enti inutili, ai contributi all’editoria, al rimborso elettorale ai partiti per un’immensa montagna di euro e la dismissione dei beni pubblici inutilizzati e catalogati come "inutili", oltre che dispendiosi per un sistema Stato che non può permetterseli; questa dovrebbe essere la direzione del gabinetto Monti. Cosa pensa potrebbe mai risolvere se si guarda al Catasto e alla rivalutazione in metri quadri degli attuali "vani"? Se a costo zero, e solo in questa eventualità, il Governo avrà al massimo perso del tempo prezioso. Ma anche ad un solo euro di rincaro, l’Esecutivo avrà ancora preso di mira il fondo schiena di milioni di cittadini, centrandolo senza che questi ultimi possano difendersi.

Le tante riforme strutturali, quelle sì necessarie alla crescita in un momento di quasi recessione (per la verità già data in corso dagli esperti), sarebbero state un toccasana per i tanti cittadini lavoratori onesti da mille euro al mese, che vedono occupato il "Governo salva-Italia" nello sbrogliare una matassa che non rappresenta certo un’emergenza. E proprio nei giorni in cui, dopo carburanti e spread a quota +500, aumentano perfino i pedaggi autostradali, l’Italia vede il Governo impegnato su un fronte inversamente proporzionale alle necessità degli italiani. Pare chiaro che l’Esecutivo sarà credibile e vedrà alzare la fiducia su di sé solo quando sarà determinato nel mettere in campo quei tagli – specie alla politica – che già da soli potrebbero fare una manovra finanziaria. Prepariamoci al bis.

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