Monti, la manovra lacrime e sangue. E la Fornero piange – di Andrea Di Bella

Il Presidente del Consiglio Monti ha messo giù le carte: più tasse per tutti. Inutile dire che una patrimoniale per i redditi alti avrebbe rappresentato un segnale ambizioso e positivo agli occhi del ceto medio, costretto comunque al maggiore sacrificio. Chi dichiara un reddito superiore ai 75mila euro annui, stando a quello che in questo momento si legge nelle varie bozze del decreto che sarebbe tuttora in lavorazione, andrebbe già a contribuire alla crisi con un prelievo pari al 45%. E poi anche tassa sulla casa (ritorna l’Ici), sui consumi, sulle auto di lusso, sulle barche e, ciliegina sulla torna, tracciabilità dei pagamenti sopra dei mille euro. Una gran stupidaggine, che metterà come sempre in difficoltà i piccoli imprenditori e commercianti, oltre che i privati cittadini, costretti a corrispondere commissioni bancarie – oltre che il pagamento relativo all’ottenimento di carnet o carte di credito – anche solo per rinnovare il guardaroba familiare, piuttosto che per pagare il carrozziere o la festa di compleanno. Un’assurdità scaricata sempre e solo sulle spalle di onesti cittadini che poco hanno a che fare con il disastro economico italico, che c’è ed è evidente, e sulle cui spalle non avrebbero dovuto scaricare l’enormità di provvedimenti in fatto di tasse. Bene scrive l’amico Sallusti su IlGiornale di oggi, una manovra non equa, ma da "Equitalia".

Dismissione del patrimonio pubblico, liberalizzazioni, agire sugli ordini professionali, soppressione degli enti pubblici inutili. Risparmio e reinvestimento di parecchi miliardi. Queste sarebbero dovute essere le prime cose su cui il nuovo Governo avrebbe dovuto mettere mano. Il PdL ha ottenuto che la tassazione sui redditi non toccasse quelli sopra i 55mila euro, mentre il Pd è stato accontentato rispetto all’aumento della percentuale della quota una tantum sui capitali scudati che rientrano dall’estero. Contentini per gli elettori più affiatati, semmai. I cittadini normali, la gente che lavora, chiede a gran voce maggiori sacrifici a chi può permetterseli. Chiamatela patrimoniale, chiamatela "contributo di solidarietà", chiamatela "prelievo salva-Italia", la sostanza non cambia. E’ lì che lo Stato è tenuto a pescare, non sul ceto medio, macchina da guerra dell’economia italiana e motore del sistema finanziario. Bene invece l’obbligo di trasparenza su stipendi e patrimoni dei componenti del Governo, la rinunzia da parte di Monti del suo stipendio da Presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia ad interim e della progressiva soppressione degli enti locali, con relativo accorpamento delle competenze a comuni e Regioni, ottimo segnale rispetto alla riduzione dei costi della politica.

Sulle pensioni poi, perfino la ministra Fornero ha manifestato pubblicamente tutta la sua emozione: è precipitata in un pianto di disperazione proprio di fronte ai cronisti. Una manovra correttiva da 30miliardi di euro lacrime e sangue, di fronte la quale gli stessi componenti dell’Esecutivo piangono disperati. Figuriamoci noi.

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