Monti, i sacrifici e la massoneria – di Carlo Di Stanislao

ROMA 13 NOVEMBRE 2011 CONSULTAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER LA FORMAZIONE DEL GOVERNO MONTI NELLA FOTO MARIO MONTI PRESIDENTE INCARICATO FOTO RAVAGLI/INFOPHTO

Anche se la stampa di destra sostiene, malignamente, che il vertice di Strasburgo fra Merkel, Sarkozy e Monti è stato un flop, poiché vi è divisione di vedute sugli interventi per la crisi europea, pure è innegabile che, grazie a Monti, l’Italia è tornata a giocare un ruolo attivo fra i grandi, con possibile funzione di pontiere fra la Francia, che spinge per gli Eurobond e la Germania che resiste. Tornato a Roma dopo il vertice, Mario Monti ha incontrato a sorpresa, ieri sera a Palazzo Grazioli, i leader dei vari partiti per fare il punto sulla questione della nomina dei viceministri e dei sottosegretari, che invece non sarà discussa dal Consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi, con all’ordine del giorno tre decreti presidenziali relativi all’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

L’agenda di lavoro di Monti è fittissima di impegni. Dopo il consiglio incontrerà Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici e finanziari, con cui discuterà il merito dei provvedimenti anticrisi che il governo italiano si appresta a presentare in Parlamento e su cui dovrebbe essere scontata l’opinione favorevole dell’Unione Europea, con viatico di Angela Merkel che li ha definiti, ieri, “sorprendenti”. Intanto, sul piano economico e finanziario, resta una notevole, preoccupante turbolenza, con le Borse, che ieri sono apparse deluse dal vertice di Strasburgo ed hanno aperto, oggi, mostrandosi incerte e altalenanti. Lo spread tra btp e bund, che in avvio ha superato i 500 punti base, dopo essere calato verso i 490 è tornato oltre quota 500. Trema anche la Francia, con un rendimento al 3,6 e il rischio sempre più concreto di perdere il suo rating a tripla A. Alla fine delle contrattazioni l’indice Ftse Mib segna un +0,03%,  dopo aver registrato un calo superiore al punto percentuale.

Tornando però a casa nostra, da quanto si legge nelle dichiarazioni del premier, dei ministri e dei Presidenti di Camera e Senato, pare chiaro che, probabilmente, ancor prima di Natale ci possa essere l’approvazione di un "pacchetto di riforme", con i primi provvedimenti che riguarderanno l’aumento dell’IVA, la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa e, ancora, la revisione delle rendite catastali e l’abbassamento dell’uso sul tetto del contante, fino alle riforme che riguarderanno il mercato del lavoro e la previdenza sociale. E poiché i provvedimenti saranno "incisivi, rapidi e risolutivi", è probabile che molti saranno introdotti rapidissimamente e già si parla di una nuova manovra da 15 miliardi, che dovrebbe essere approvata tra l’Eurogruppo del 29 novembre e il Consiglio europeo dell’8 dicembre.

Oltre alla Lega, sempre più irritata e agguerrita contro il governo Monti, che ha definito, sulla prima pagina della Padania il professore un “fuori di testa”; si segnalano anche le prime asprezze fra governo e Pdl, perché, in particolare Silvio Berlusconi, sarebbe furioso per la mancanza di comunicazioni con il nuovo premier: la visita ieri di Gianni Letta a palazzo Chigi non sarebbe servita a ottenere informazioni sul caso Finmeccanica (in ballo la successione di Guarguaglini indagato) e sulle misure economiche. Oggi, non a caso, i quotidiani vicini a Berlusconi attaccano: "In ginocchio dalla Merkel" titola il Giornale. "Monti svela alla Cancelliera i segreti del suo piano contro la crisi. Ma a Roma nessuno li conosce". E continuano le insinuazioni di Monti espressione massonica, con partecipazione documentata alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg e inserimento attivo nella Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo). E non solo Scilipoti (che dice “il governo monti è pieno di gay e di massoni”), ma tutta la stampa di destra (Libero, Il Giornale, Il Tempo), insinuano dubbi citando il messaggio di Gioele Magaldi, il numero uno del Grande Oriente Democratico, che chiama fratelli Monti e Barack Obama.

Sul numero di ieri di Libero, in cui Maurizio Belpietro torna ad attaccare Fini reo di usare a propri scopi un suv blu pagato dalla Camera, è comparsa una esplicita, offensiva vignetta, con Mario Monti compasso e squadra nelle due mani, grembiulino sul grembo, aureola sulla testa e medaglia di loggia al collo e con titolo "l’abbraccio del compasso, gli auguri dei massoni al fratello Premier". La Padania, invece, accumunando Monti e Passera, disegnati come veri e propri vampiri, cerca di istigare nei lettori l’idea che il nuovo governo non servirà agli italiani, ma sarà al servizio di interessi particolari: quelli della casta politica, che è costituita da uomini a disposizione di faccendieri e trafficanti vari, legali ed illegali. E, quasi a dare ragione a queste striscianti insinuazioni, ieri il Senato ha votato il superamento dell’attuale sistema dei vitalizi per i parlamentari, ma solo per i nuovi eletti a partire dalla prossima legislatura. Quindi resteranno pensionati d’oro a carico dello Stato sia gli ex parlamentari che già beneficiano del vitalizio sia i parlamentari in carica che hanno già trascorso almeno cinque anni effettivi in Aula. E’ evidente che agli italiani, poveri o abbienti, piacciono solo i sacrifici degli altri.

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