Monti, chi ha provocato la crisi rifletta sui drammi umani

Il voto delle amministrative non avra’ conseguenze sul governo; anzi, unitamente ai risultati in Francia, Grecia e persino Germania, ‘agevola’ il compito del governo italiano che da tempo chiede all’Europa di fare di piu’ sul fronte della crescita. Ed e’ proprio l’Ue che ora deve passare dalle parole ai fatti, adottando il prima possibile misure per rilanciare la stagnante economia del Vecchio Continente. Parola di Mario Monti che durante un dibattito a Roma si toglie un sassolino dalle scarpe sulle ‘conseguenze umane’ della crisi invitando coloro che hanno ‘portato l’economia in questo stato’ a ‘riflettere’ sulle ‘conseguenze’ di una ‘crisi drammatica’ figlia dell’insufficiente attenzione alle ‘riforme strutturali’.

Frase che richiama alla mente i tanti suicidi che costellano tragicamente la cronaca di questi giorni e che per questo scatenano alcune piccate reazioni da parte di quei partiti che si sentono chiamati in causa. E cosi’, prima palazzo Chigi, poi lo stesso presidente del Consiglio chiariscono: non mi riferivo a chi si e’ tolto la vita, evento tragico di cui ‘non mi permetterei di parlare in un contesto come questo’, precisa Monti. Ne’ tantomeno a puntavo l’indice contro questo o quel governo, aggiunge. Insomma, rimarca con un occhio ai partiti (ed in particolare a quello di Silvio Berlusconi particolarmente agitato dopo il voto) non c’era nessun intento di fare ‘speculazioni politiche’.

Il cuore del discorso del professore e’ sull’Europa. Del resto il dibattito, al quale partecipano il commissario Ue Olli Rehn, e’ proprio sulle riforme italiane nel quadro della governance Ue. Le sue parole pero’ sembrano rivolte principalmente ai partiti ai quali sembra voler dire: state tranquilli, il governo sta seminando molto ed ora il Paese raccogliera’ i primi frutti.

Ma a scanso di equivoci torna alla carica sul fronte europeo. Soprattutto con Berlino. Chiede ai tedeschi di modificare le regole contabili in modo che gli investimenti pubblici e il saldo dei debiti della Pa nei confronti delle imprese non gravi piu’ sui bilancio statali. Sarebbe una bella boccata d’ossigeno per i conti italiani, ma per riuscirci bisogna prima convincere Angela Merkel. E per riuscirci, Monti lancia un veemente appello, esortando la Commissione europea a ‘trascinare’ i partner Ue piu’ riluttanti e spronando gli altri partner a darsi una mossa. Perche’, sottolinea sperando che i partiti lo ascoltino, ‘non possiamo piu’ solo studiare’ le misure per favorire la crescita, dobbiamo attuarle.

Sa perfettamente che le forze politiche, ‘insofferenti’ alla disciplina di bilancio, gli chiedono di ‘battere i pugni sul tavolo’. Ma farlo, magari adottando unilateralmente misure contrarie al rigore, sarebbe ‘controproducente’ perche’ l’Italia sarebbe punita dai mercati con lo spread che ‘schizzerebbe’ alle stelle. A giudizio del premier e’ meglio lavorare di cesello, convincendo la Germania che ‘strangolare’ le imprese o impedire di lavorare sul fronte della domanda e’ sbagliato e non portera’ quella maggiore crescita indispensabile per uscire dalla crisi. In questo suo sforzo diplomatico, aggiunge Monti, le elezioni del fine settimana (in Italia, in Germania, ma soprattutto in Francia e in Grecia), con l’affermazioni di partiti ‘anti-sistema’ e di quelle forze che sostengono le riforme per la crescita, possono essere di aiuto. L’Italia, precisa, non mira a mettere in discussione il rigore, altrimenti le conseguenze della crisi sarebbero persino peggiori, ma punta ad accompagnare alla disciplina azioni per rilanciare l’economia. Ecco perche’ il premier si dice fiducioso che gli eurobond vedranno la luce, anche se magari non subito.

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