Monti attacca Berlusconi: Ha minimizzato su crisi economica

Mario Monti accusa Silvio Berlusconi di avere voluto minimizzare, quando era presidente del Consiglio, la grave crisi economica che stava vivendo l’Italia.

In una intervista a ‘Le Figaro’, quotidiano francese, l’attuale premier spiega che l’uomo di Arcore "non ha voluto ammettere la grave mancanza della crescita" dello Stivale. Il Cavaliere, quindi, non avrebbe messo in atto le giuste  "politiche di liberalizzazione", politiche che – secondo il professore bocconiano – avrebbero posto rimedio" a questa carenza.

Non è finita qui. "I mercati – osserva Monti nella stessa intervista – hanno attaccato l’Italia verso la meta’ del 2011, piu’ tardi rispetto agli altri Paesi". Perchè? Per il professore bocconiano, per due ragioni principali: la prima è quella già spiegata sopra, la non piena consapevolezza del governo Berlusconi sul momento di grave crisi che stava vivendo il nostro Paese. Inoltre, "la maggioranza di allora ha messo in discussione la sua politica d’austerita’ di bilancio dopo le elezioni regionali del maggio scorso che sono andate male e questo ha destabilizzato i mercati". Per questo, per Monti, l’attacco dei mercati finanziari ha colpito ancor più duramente la Penisola.

A Le Figaro, Monti spiega anche che i partiti non sono usciti di scena: "Li consulto, parlo con loro, che restano protagonisti". Una leccata bella e buona verso la politica, che è quella che ha consentito al governo Monti di poter esistere. Il Professore chiarisce anche che quando c’è da prendere decisioni importanti per l’Italia e per i cittadini, consulta non solo i partiti, ma anche le parti sociali, i sindacati: ma detto ciò, "consultare non vuol dire decidere: resta a noi il compito di fare una sintesi".

Il messaggio di Monti ai partiti? "Ho due obiettivi: rimettere in marcia l’economia italiana e favorire una riconciliazione fra le forze politiche e l’opinione pubblica". Sì? Allora cominci, caro Monti, a tagliare – davvero! – i costi salati della politica, gli stipendi dei parlamentari, i troppi privilegi della Casta.

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