Monti, arriva la fiducia alla Camera: 566 sì e 61 no

Mario Monti, dopo il voto di Fiducia ieri in Senato, incassa anche il sì alla Camera con 566 sì e 61 no. Procede prendendo parola a Montecitorio e ringraziando innanzitutto chi gli ha permesso il suo insediamento: il Capo dello Stato, Napolitano, e il Presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi.

Ha dichiarato Monti: "Ho molto apprezzato il senso di responsabilità istituzionale e il contributo anche da parte sua per rendere semplice questa successione".

"Come diceva Spadolini, i presidenti passano, i professori restano", ha continuato Monti, come a sottolineare la consapevolezza del fatto che il suo non sarà un Esecutivo chiamato a restare in carica per parecchio tempo. Poi l’ammissione: l’esecutivo si è impegnato a governare "non un minuto di più del tempo sull’arco del quale questo parlamento ci accorderà la fiducia".

“Qui oggi non vi chiedo una fiducia cieca, ma una fiducia vigilante”. Il neo premier ha chiesto sostegno alle forze politiche per aiutarlo a prendere le “decisioni non facili o non gradevoli” che presto arriveranno . Il compito “é quasi impossibile ma ce la faremo” ha aggiunto chiudendo la discussione alla Camera prima del voto di fiducia. Alle forze politiche degli opposti schieramenti ha chiesto di “deporre le armi” e di pensarci due volte prima di pensare di “staccare la spina” al governo.

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