Monti, anche giustizia al vertice: nuovo scontro Pd-PdL

La giustizia, in particolare la lotta alla corruzione, torna con forza nel menu’ del vertice di maggioranza che il governo ha riconvocato dopo il forfait del Pdl della settimana scorsa. A non ammettere temi tabu’ e’ il premier Mario Monti che ritiene ‘doveroso’ occuparsi di giustizia e affrontare il nodo insieme ai leader dei partiti proprio ‘per un’esplorazione politica sulle concrete possibilita’ che il Parlamento approvi’ le riforme. Ma il confronto tra i big di maggioranza si annuncia tutt’altro che sereno ed i toni tra Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano sulle priorita’ dell’esecutivo restano alti.

Il premier Mario Monti non ha intenzione di spostare la bussola dell’azione di governo che, assicura il Professore nella conferenza stampa al termine dell’incontro con il cancelliere Angela Merkel, ‘e’ tutta tesa, secondo il mandato ricevuto, a superare la crisi economica’. Anche se, chiosa il premier anche a rimarcare l’autonomia dell’esecutivo, ‘il mandato non e’ predeterminato’ e quindi temi, come la giustizia o la Rai, possono essere affrontati. Anche perche’ giustizia e crescita sono due temi che si tengono visto che, spiega Monti, ‘la giustizia e’ una delle molte determinanti della competitivita’ dell’economia e per l’Ocse la corruzione falsa il gioco della concorrenza dei mercati’.

In questa chiave, sia sulla giustizia sia sulla Rai, il professore sondera’ giovedi’ i leader di Pd, Pdl e Udc, consapevole che e’ meglio evitare strappi nella maggioranza. In particolare sulla tv pubblica, Monti cerchera’ di verificare i margini di manovra tra chi, come il Pd, vuole una nuova governance, e il Pdl che alza muri in difesa della Gasparri. La tela dei rapporti tra i partiti, pero’, sembra abbastanza tirata. ‘Non ho intenzione di litigare con nessuno ma se i veti sono reciproci l’azione del governo risulterebbe paralizzata’, avverte Pier Luigi Bersani che non ha intenzione di mollare sulla riforma della governance di viale Mazzini. E che proprio sulla giustizia ha convocato per il 30 a Roma la conferenza nazionale del partito perche’, spiega, ‘stiamo parlando di temi come la corruzione e non di bagatelle’.

Tutt’altro approccio, invece, quello del segretario Pdl. ‘Se faremo in tempo ci occuperemo di Rai e giustizia’, minimizza Angelino Alfano che ironizza sul fatto che ‘il Pd, che dovrebbe essere il partito a tutela del lavoro, vuole parlare di giustizia ed e’ particolarmente appassionato anche al tema Rai’. Puntura di spillo che non sfugge al segretario Pd: ‘Ora Alfano fa il capo della classe operaia…’.

Non che, in realta’, il Pdl non sia interessato alla giustizia ma il menu’ e’ diverso da quello del Pd e prevede tra i primi punti le intercettazioni. Lo dice chiaro il presidente del Senato Renato Schifani: ‘Sulle intercettazioni credo che ormai sia il tempo delle decisioni’.

Schermaglie politiche a parte, e’ chiaro comunque che la parte del leone nel vertice la fara’ la riforma del mercato del lavoro. Il governo e’ fiducioso, a quanto si apprende, di riuscire a chiudere l’intesa nell’incontro, martedi’ prossimo, tra il premier Mario Monti e le parti sociali. E quindi un sostanziale via libera dei partiti sui punti principali della riforma sembra essenziale anche se il nodo restano le risorse.

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