Il mio contratto lo firmo con gli italiani all’estero

Voglio condividere le loro preoccupazioni e i loro progetti. Il Movimento 5 Stelle? Una delusione, un partito che ti vuole gestire anche il cervello

Oggi ho firmato il contratto con la mia libertà di pensiero e di agire: nessuno può dirmi cosa pensare e soprattutto cosa fare quando in gioco ci sono il destino e la rappresentanza di altri cittadini.

In questi giorni gira sul web il contratto firmato dai componenti del gruppo consiliare del m5s di Roma. Con questo metodo di selezione viene messa in discussione l’autonomia dell’individuo; seppure fosse considerato un lavoro come un altro l’incarico pubblico conseguente a un’elezione politica, a maggior ragione il contratto dovrebbe essere firmato con i cittadini e non con una società privata.

Nessuno mi potrebbe convincere a sottostare alle regole di una società che fa profitto e che mi  porterebbe a diventare schiavo delle lobby. A me piace stare in un partito che democraticamente discute e se c’è da mandar qualcuno alla malora mi garantisce sempre la mia libertà di pensiero e di azione, nei limiti del lecito. Un partito non è un’azienda e, seppure fosse, potrei sentirmi un collaboratore, certo non un dipendente oppresso dai superiori.

Purtroppo ci abbiamo impiegato anni per raggiungere questo obiettivo e non sarà una firma su un pezzo di carta che mi può impedire di dire sempre e comunque quello che penso. Preferisco entrare in un partito con mille difetti piuttosto che far parte di un movimento che fa capo a una società di interessi privati. Per fortuna ne sono uscito in tempo, ringrazio Dio che mi ha dato l’intelligenza di capire le cose prima del danno collaterale.

La politica è una passione che passa attraverso il libero pensiero e le libere idee, non può essere vincolata a un contratto se non a quello con l’elettorato a cui tu rispondi personalmente.

L’Italia ha bisogno di persone al servizio della gente, persone oneste che rispondono alle leggi dello Stato e soprattutto alle proprie coscienze.

La mia coscienza, le mie idee e soprattutto la mia libertà oggi mi spingono a firmare un contratto con la gente del mio Paese, con gli Italiani all’estero, perché quelli sono i miei amici, quelli che negli anni mi hanno dato la possibilità di lavorare ed essere rispettato. E’ grazie a loro che il made in Italy è apprezzato ovunque, grazie a tutti coloro che con il loro sacrificio hanno reso l’Italia nel mondo un grande Paese.

Ecco: io il mio contratto oggi l’ho firmato con loro e con nessun altro. Voglio condividere le loro preoccupazioni e i loro progetti. Non mi vendo per una poltrona, non sto al gioco di nessuno, ho creduto ingenuamente a una cosa che si è rivelata fasulla e adesso voglio cambiare. Non m’importa il colore del partito, quello che mi interessa è stare con chi la pensa come me e come i milioni di italiani nel mondo.

Ecco, oggi il mio contratto lo firmo con loro,  con questa società di uomini liberi e di onesti lavoratori che pensano a un solo profitto: portare avanti le istanze degli italiani all’estero.