Minniti, “ora il Pd rischia davvero di sparire”

"Non abbiamo fatto i conti con due sentimenti forti nelle moderne democrazie: da una parte la rabbia degli esclusi (i giovani e non solo loro), dall'altra la paura di ceti importanti della società”

Marco Minniti, ministro dell’Interno, intervistato dalla Stampa commenta il risultato elettorale delle Politiche: “Queste elezioni rappresentano una sconfitta storica per la sinistra. Il colpo subito dal Pd, con un risultato poco sopra il 18%, diventa ancora più sconvolgente se lo guardiamo da vicino: per la prima volta c’è una drammatica fibrillazione del cuore pulsante della sinistra riformista: Emilia Romagna, Umbria, Marche, in parte in Toscana. Tutto questo non era mai accaduto e significa che la fibrillazione del cuore riformista può alludere ad un collasso. Ancora non ci siamo, ma il rischio vero si chiama irrilevanza politica del Pd. Per la prima volta il rischio di non farcela sta diventando consistente”.

Secondo Minniti “irrilevanza significa ripetere in futuro quel che è accaduto il 4 marzo: chi era contrario a Salvini, ha votato Di Maio e chi era contrario a Di Maio, ha votato Salvini. Dobbiamo evitare che questa alternativa diventi stabile in Italia. Anche perché la sinistra non perde a sinistra. Il risultato di LeU è modestissimo e siamo molto lontani da quel risultato a due cifre del quale si era parlato. Mentre le forze populiste, con un atteggiamento dichiaratamente euroscettico, hanno sfiorato il 55 per cento: non c’è nessun Paese europeo con queste percentuali. La coalizione che ha appoggiato Orban in Ungheria ha raggiunto il 44”.

“Non abbiamo fatto i conti con due sentimenti forti nelle moderne democrazie: da una parte la rabbia degli esclusi (i giovani e non solo loro), dall’altra la paura di ceti importanti della società. Sentimenti che abbiamo visto crescere e che una forza riformista, senza assecondarli, deve saper interpretare: superando la rabbia e liberando dalla paura”.