Ministro Moavero, “sul tema immigrati ci aspettiamo più solidarietà dall’Europa”

Il titolare della Farnesina: "Ci piacerebbe vedere una reale solidarieta' da parte dei Paesi europei, e maggior rispetto per le persone migranti"

Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri, al termine di un incontro informale oggi a Vienna con i ministri degli Esteri europei (Gymnich) sul tema del fenomeno migratorio, ha detto: “Ci sono abbastanza Paesi e porti europei nel Mediterraneo e quindi sufficienti possibilita’ di accoglienza per garantire un meccanismo veloce di redistribuzione“.

“Ci piacerebbe vedere – ha aggiunto il titolare della Farnesina – una reale solidarieta’ da parte dei Paesi europei, e maggior rispetto per le persone migranti”, e cio’ significa “che i diritti e i servizi possano essere garantiti”.

Secondo il capo della diplomazia italiana “dobbiamo contrastare l’orribile traffico di esseri umani di cui tutti siamo a conoscenza. Dobbiamo essere presenti nei Paesi di transito e ovunque queste persone abbiano bisogno di essere soccorse”. Non solo.

Necessaria più che mai “una politica sostenibile e realistica per queste persone che arrivano in Europa”. Sono tutte azioni, ha sottolineato Moavero, che “possono essere implementate a livello europeo”. “Soccorrere i migranti è una responsabilità che riguarda prima di tutto l’Unione europea e tutti i singoli Paesi”.

Dove portarli? “Se li trasportiamo sempre nello stesso posto, prima o poi avremo una situazione di sovraffollamento e quindi di insicurezza e difficoltà. Dobbiamo redistribuire queste persone in modo da migliorare le condizioni dell’accoglienza, e prima che siano esaminate le loro richieste di asilo”.

Dal ministro degli Esteri, durante il suo discorso al Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), arriva anche un invito a lottare contro xenofobia, odio interreligioso, odio razziale e traffici di esseri umani.

“Dobbiamo lottare contro elementi che possono turbare il quadro: xenofobia, odio interreligioso, addirittura rigurgiti di odio interrazziale, concetti che pensavamo superati con il nuovo millennio, ebbene li abbiamo ancora davanti”, ha denunciato. “Avremo a Roma nel mese di ottobre – ha proseguito – una conferenza dedicata alla lotta di ogni intolleranza e discriminazione, che include la lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e alle violenze sugli esseri umani che si muovono dalle loro terre d’origine per cercare una situazione migliore, per fuggire situazioni estremamente difficili”.

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“Noi – ha detto – dobbiamo intervenire nelle terre di origine di queste persone per migliorare la realtà socioeconomica. Il continente europeo è stato per secoli un continente di persone che emigravano altrove. Oggi è un continente dove le persone immigrano, ma non possiamo dimenticare ciò che siamo stati nella diversità dei diversi fenomeni, delle diverse epoche. Dobbiamo intervenire con un’azione di cooperazione di sviluppo che favorisca la crescita, che favorisca il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi dai quali queste persone partono. Nessuno ama lasciare la propria terra, soprattutto quando i movimenti riguardano un enorme numero di persone”, “non dovremmo mai dimenticare il dramma delle persone”.

Il Mediterraneo, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, “oggi è diventato un’area estremamente delicata, sensibile, in cui ci sono conflitti, guerre oggi meno acute che nel recente passato” ed è “attraversato quotidianamente dai flussi migratori, in provenienza in particolare dall’Africa, sempre più subsahariana”.

Si tratta, ha insistito Moavero Milanesi di “flussi epocali, drammatici, spesso caratterizzati da tragedie che vediamo quando avvengono naufragi, che non vediamo quando si producono nel deserto”.

I migranti, ha continuato “sono persone che si muovono cercando un futuro migliore, cercando rifugio da regimi liberticidi, cercando di fuggire dalle guerre”. Per questo motivo, ha puntualizzato il ministro: “Credo che sia una questione di responsabilità comune, anche per i paesi che non si affacciano direttamente sul Mediterraneo, gestire quest’area così delicata”. Una responsabilità condivisa, ha aggiunto ancora il ministro, e la “condivisione deve essere genuina, non venata di riserve puramente nazionali, ma quanto più ampia possibile”.

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“Chiediamo la solidarieta’ dei paesi Ue e speriamo ancora che arrivi, prima o poi, e che non sia troppo tardi”. “I migranti che si muovono dall’Africa subsahariana si dirigono verso l’Europa, non un dato Paese. Ecco perche’ riteniamo che la responsabilita’ della gestione del flusso migratorio dovrebbe essere europea”, ha aggiunto. “Se la lasciamo ai singoli Paesi sulla base solo della geografia o peggio delle rotte decise da trafficanti di esseri umani siamo facendo veramente un errore”.