Mills, ‘Tagliati’ una decina di testimoni: sentenza ora più vicina

La prima udienza dopo la pausa estiva del processo Mills – che vede Silvio Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari – si conclude con un colpo di scena. Con una ordinanza a sorpresa e non prevedibile, sollecitata dalla richiesta della difesa del leader di Pdl di sentire due nuove testimonianze all’estero, i giudici della decima sezione penale hanno ‘tagliato’ una decina di testi, soprattutto quelli da sentire con tanto di rogatoria a Londra e hanno fissato al 24 ottobre l’interrogatorio per videoconferenza di David Mills e al 28 ottobre l’esame dell’imputato, cioe’ il presidente del Consiglio. La decisione dei giudici ‘spiazza’ l’aula. E ‘spiazza’ anche il pm Fabio De Pasquale che proprio in mattinata, forse pero’ senza crederci piu’ di tanto, aveva pronunciato un ultimo "estremo appello alla sopravvivenza del processo" chiedendo "se c’e’ la possibilita’ che questo processo arrivi a conclusione e’ necessario fissare al piu’ presto, e concentrare in tre giorni, l’esame delle rogatorie in Gran Bretagna". Ma il Tribuanle e’ andato al di la’ di qualsiasi richiesta, ha valutato le decisioni gia’ prese in tema di liste testi e ha deciso che i verbali assunti all’estero presenti nel fascicolo del dibattimento, anche se assunti dai giudici del processo precedente, cioe’ quello al solo David Mills, valgono anche nel procedimento ancora in corso. Il processo accelera. Con la decisione di oggi e’ possibile che la sentenza, calcolati anche i tempi di requisitoria e arringhe, potrebbe arrivare per Natale, ben prima quindi di quel termine per la prescrizione individuato genericamente al 21 gennaio del 2012.

A questo punto, replica Niccolo’ Ghedini, legale di Berlusconi "la presenza della difesa e’ del tutto inutile. Com’e’ possibile andare avanti dopo che i testi sono stati revocati senza nemmeno far interloquire le parti?". Solo il codifensore, Piero Longo, spera e dice di voler almeno provare "a far cambiare idea" alle tre togate visto che gia’ in passato quei giudici hanno "gia’ cambiato opinione altre volte". Una speranza che non gli impedisce pero’ di dire che "il Tribunale ha rinunciato con la sua decisione alla giurisdizione".

Al di la’ delle battute ‘ a caldo’ e’ certo che la difesa del premier si fara’ sentire con richieste e memorie nel tentativo di tirare una riga su un’ordinanza che fa ‘precipitare’ la situazione.

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