Militari italiani all’estero, Calderoli: Sì a rifinanziamento missioni, ma presto via dall’Afghanistan

Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, interviene nel dibattito in corso sull’opportunità delle missioni dei militari italiani all’estero, dopo l’ennesimo soldato italiano ucciso in Afghanistan. 

L’esponente leghista esprime prima di tutto "dolore e cordoglio di fronte a questo nuovo lutto. Dolore per questo soldato caduto, cordoglio per la sua famiglia e apprensione per i suoi due colleghi feriti, cui auspico una pronta e totale guarigione. Ma in questo momento – spiega – provo anche tanta rabbia verso una missione che non condivido e non comprendo".

Come Lega, sul tema delle missioni, "abbiamo ottenuto il rientro di almeno 2070 nostri militari già entro la fine di quest’anno, una riduzione degli stanziamenti per le missioni internazionali e la definizione della durata della missione in Libia e quindi, proprio per questo, e per senso di responsabilità, rivoterò il decreto di rifinanziamento delle missioni militari".

In conclusione, un messaggio al ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale "deve continuare ad operare per il completamento di una exit strategy che dovrà portare ad una sostanziale riduzione del numero dei nostri soldati impegnati in missioni internazionali già dal prossimo anno, partendo proprio dalla missione in Afghanistan".

La Lega non ci sta a vedere i ragazzi italiani crepare ammazzati lontano dal loro Paese. E’ contraria da tempo a questa guerra che per alcuni non ha motivo di esistere.

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