Militari italiani all’estero, Bawka: il primo del corso ANFIBI dei marines è un italiano del San Marco

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Bakwa, Afghanistan – Sono i ragazzi del San Marco, il corpo scelto della Marina Militare italiana, a presidiare gli ultimi avamposti italiani a Sud della RC-West, l’area di competenza italiana in Afghanistan. Sotto il comando del capitano di Vascello Giuseppe Panebianco la task force – south est si muove tra le tre cop avanzate di Lavaredo, Snow e Ice dove i rifornimenti e le derrate arrivano grazie al trasporto aereo e ai black hawk americani, che in tre ore, tempeste di sabbia permettendo, raggiungono l’obiettivo, mentre per i rifornimenti più importanti occorrono almeno due giorni di strada e una sosta a Farah scortati dalle colonne del 5° reggimento genieri.

A Bakwa i fucilieri del reparto San Marco presidiano il territorio, ripartiranno avvicendandosi con i bersaglieri del Garibaldi il 14 marzo. Il motto è Per mare e per terra, ma a Lavaredo le tempeste sono solo di sabbia. Una terra arsa e impermeabile, dove le coltivazioni di oppio continuano a essere la maggiore fonte di reddito per gli afghani.

Dall’elicottero in questo periodo dell’anno l’occhio si perde nella sabbia; si vedono solo alcune alcune chiazze verdi: sono le piante di papapavero che crescono e che a primavera saranno pronte per essere raccolte e inviate alle raffinerie in Turkmenistan e Pakistan lungo la High way one (o Ring road), l’arteria di comunicazione principale dell’Afghanistan. Per questi convogli si combatte, i trafficanti non si lasciano portare via il raccolto facilmente, lo difendono con le armi.

L’avamposto Snow è quello più vicino alla regione del Gullistan, la vera serra dell’oppio, i militari italiani sono impegnati in un compito difficile: in queste basi la sera scende il coprifuoco e
scende anche la temperatura. L’escursione termica è di quasi 10 gradi in questi giorni, fortunatamente il tempo è stato clemente permettendo spostamenti migliori. Sopra la base campeggia il PGGS della task force americana gestita da contractor USA, un grosso pallone areostatico che per i locali è una stazione metereologica, per i militari della base il "grande fratello" che dall’alto controlla il territorio, zoomma sui particolari, sostiene il lavoro della task force per localizzare eventuali insurgent.

La vita di comunità ha una dimensione familiare: i ragazzi del San Marco sono qui da settembre e mancano ancora 60 giorni al ritorno a casa. Tra loro spicca il sottotenente di vascello Edoardo Luzzi, ventiseienne romano, con un primato d’eccezione: primo al corso d’addestramento per Marines. Luzzi ha ricevuto la pagaia d’onore per essersi imposto come il migliore nel durissimo corso d’addestramento abilitazione a ricognitore anfibio presso il corso di Camp Pendelton in California. Luzzi, orgoglio della marina italiana e del San Marco, ha ricevuto anche l’encomio del battaglione per essersi distinto e tra i Marines USA ha trovato un degno compagno di corso che si è classificato dietro di lui ricevendo l’appellativo di ‘Iron man’.

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